Archivio per ottobre, 2010

Facile.

Basta anche solo chiedere ad internet e la risposta, presente in tutti i manuali, compare: 1879, grazie a  Wilhelm Wundt, padre fondatore della psicologia come scienza accademica.

Appunto. Come scienza accademica, in Europa.

Poi però, se ci fermiamo un attimo ad indagare scopriamo che la psciologia è definita, oggi, come la scienza che studia il comportamento degli individui e dei loro processi mentali.

E già qui ci accorgiamo che pensatori, filosofi, artisti, poeti (ma anche interi sistemi teorici e discipline ben strutturate) si sono occupati di indagare sugli stessi temi da tempo, e in ogni luogo del mondo.

Ma andiamo oltre.

Questa branca della scienza ora tanto nota utilizza il nome “psicologia” che, letteralmente, significa “studio dello spirito e dell’anima”.

Infatti deriva dal greco PSICHE’ (spirito o anima) e LOGOS (discorso, studio).

Allora a questo punto può sorgere un dubbio: quando, nella storia dell’umanità e di tutta la terra, qualcuno NON si è occupato di indagare lo spirito e l’animo umano, tentando di comprenderlo e di comprendere gli effetti nel comportamento?

Quando non si è tentato di “guarire” l’animo umano malato, o di migliorare la conoscenza del mondo interiore dell’essere umano, o ancora di cogliere e sviluppare il suo potenziale interiore?

Allora, la risposta alla domanda “quando è nata la psicologia?” cambia notevolmente.

E forse qualcuno aveva già risposto nel XX secolo, scivendo:

La psicologia viene talvolta definita una scienza nuova. Questo è completamente sbagliato. La psicologia è forse la scienza più antica, e sfortunatamente, nei suoi aspetti essenziali, è una scienza dimenticata.

(Peter D. Ouspensky, da: “L’evoluzione interiore dell’uomo”, 1972)

Fortunatamente (e forse l’autore di questa frase ne sarebbe felice), oggi qualcuno se ne sta accorgendo.

Anche in ambito accademico.

Qualcuno sta tentando di rendere la psicologia degna del suo nome.

Grazie.

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Il periodo da cui proviene questo musical (degli anni ’70) e le idee che propone è stato indubbiamente un periodo fondamentale.

Ad uno sguardo superficiale (perlopiù filtrato da pregiudizi politici) può apparire un’epoca stupenda oppure malsana a comunque carica di ideologie fallite.

Ma se si va oltre si può scorgere l’inizio di qualcosa che, per fortuna, oggi ha preso altre forme più mature ed efficaci.

Si può dire che il sogno della “nuova era” è solo un utopia che esiste ancora solo nei circoli new age fatti di intellettuali persi tra il fumo dell’incenso (e non solo….).

Ma un sogno, a volte, preme per divenire realtà e di volta in volta assume, nel suo manifestarsi, forme sempre più complesse e da semplice fantasia può diventare reale possibilità.

Se ci impegnamo a togliere i pregiudizi (sia in positivo che in negativo) su quello che può significare sognare una nuova era e contribuire per farla sorgere, possiamo in qualche modo cogliere lo “spirito” di canzoni come queste, dei colori dei personaggi che la interpretano, dell’espressione corporea di idee che vogliono “incarnarsi” e sentimenti che desiderano liberarsi.

Personalmente credo che in quel periodo si sia innescato un cambiamento che, pur avendo anche effetti collaterali negativi (come ad esempio la gente che si è persa nei labirinti degli stupefacenti e di illusorie ideologie), è ancora in atto.

Un cambiamento che, a parer mio, ogni uomo o donna con un cuore sognano nel profondo.

Allora, a volte, quando ci si sente scoraggiati, può essere utile riconnettersi con l’energia dell’inizio.

Certo, oggi la “rivoluzione” richiede altri metodi, altri abiti, altri linguaggi.

Ma l’energia che serve perchè funzionino deve avere la stessa potenza dell’inizio.

Gustatevi questo video!

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IL PROBLEMA……DEI PROBLEMI

Da Andrea | depositato in Articolo, Psicologia

Quanti problemi abbiamo! Il problema del lavoro, il problema dei soldi, il problema delle relazioni, della suocera, del capo, il problema della salute, perfino il problema degli obiettivi da raggiungere!!

Ma il vero problema è proprio il fatto che percepiamo avvenimenti, stati d’animo, dati di fatto, come problemi e non come situazioni.

Ma tali sono: situazioni precise, con determinate caratteristiche, la prima della quali è il fatto che hanno una qualità dinamica e non statica.

Niente è per sempre, si dice.

Ma lo si dice pensando alle cose belle, e ci si affida al principio di impermanenza per non produrre attaccamento.

Ma se niente è per sempre, allora neanche le cose spiacevoli.

Perchè allora non applicare anche in questi casi il non-attaccamento?

E’  possibile, con il dovuto impegno, fermare la nostra percezione di una situazione l’istante prima di “battezzarla” come un problema.

Questo non significa essere superficiali, ma, al contrario, ci rende capaci di vedere la realtà dei fatti con maggiore profondità.

E ci da la possibilità di penetrare la realtà in modo da poterla, se ci va, trasformare a nostro vantaggio.

O, perlomeno, ricavare un insegnamento da quello che sta accadendo.

Le situazioni della vita non sono nè positive nè negative. Sono fatti, esperienze. E’ come le percepiamo e soprattutto ciò che ne facciamo che conferisce loro una connotazione positiva o no.

Qualcuno ha detto che non esistono problemi ma solo soluzioni.

Vero. Ma si può andare oltre.

Si può stare davanti a ciò che chiamiamo affrettatamente problema, rilassarsi nel guardarlo in faccia e attraversarlo.

A quel punto il problema non si risolve….si dissolve!!!

Non la situazione, non ciò che sta accadendo, non il dolore eventuale. Quello rimane.

Ma non c’è più il problema.

E, a volte, come per magia, in quello stato di coscienza anche il dolore sparisce.

Il problema si dissolve. Il dolore si attenua. La mente con le sue soluzioni indietreggia e si placa.

E in quello spazio vuoto….

…sorge spontaneo il cambiamento interiore.

E, come sanno i “maghi” di tutti i tempi, il cambiamento interiore genera un cambiamento all’esterno.

Non c’è possibilità di risolvere i problemi là fuori, ma solo dentro di noi.

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Tutto il potere di un individuo risiede in un punto al centro di se stesso.

Quel punto,  rivolto all’esterno è la volontà che dirige l’espressione di sé, rivolto all’interno è la potenzialità che riposa in sé.

Viviamo due tendenze opposte: una spinge verso l’alto, verso la verticalità, verso il Cielo; l’altra ci riporta in basso, verso l’orizzontalità, verso la Terra.

La Pace è una sospensione, un delicato equilibrio, un punto immobile di sospensione nel vuoto.

Mantenere all’interno questa Pace  significa sapersi muovere fra gli alti e i bassi della vita.

E’ l’arte del funambolo.

Il punto d’equilibrio tra la calma e l’attività, quella pacifica concentrazione.

È qualcosa di ben preciso, eppure è indefinibile.

E’ come la vera adorazione: è uno stato preciso ma inspiegabile.

Nessuna definizione…….. è adorazione.

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I VERI POETI…

Da Andrea | depositato in Articolo, Poesia, Ricerca interiore

I veri poeti non sono sentimentalisti.

I veri poeti sono visionari.

E vedono che tutto è poesia (e potrebbero non aver scritto neanche un verso).

I veri poeti sognano e creano.

I veri poeti sono guerrieri.

SOLO UN VERO POETA PUO’ CAMBIARE IL MONDO!

I veri poeti sanno porsi in quella particolare condizione di ascolto dalla quale nasce la Visione, che è Comprensione del Linguaggio Segreto della Vita.

Comprendere questo Linguaggio Segreto significa poter imparare da ogni cosa e da chiunque.

La creatività, il genio, sorgono spontaneamente quando si dissolve la divisione concettuale fra tecnica ed espressività.

Niente si crea.

Creatività è percepire ciò che E’.

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Tante sono le difficoltà nel mondo del lavoro, tanti gli elementi da gestire per avere a disposizione quanto di meglio possa servirci per fra fronte ad esse.

Ma, fra tutte le risorse più o meno accessibili, ve n’è una tanto ignorata quanto a portata di mano che potrebbe fare la differenza:

NOI STESSI.

In realtà, più che di una risorsa singola, si può parlare di un serbatoio di infinite risorse e potenzialità.

E’ UN FATTO CERTO CHE L’ATTUALE CRISI ECONOMICA STA METTENDO DURAMENTE ALLA PROVA TUTTO IL MONDO AZIENDALE.

MA E’ PROPRIO NEI MOMENTI DI CRISI CHE OCCORRE CERCARE NUOVE RISORSE.

E QUANDO LE RISORSE ESTERNE DIMINUISCONO, E’ IL NOSTRO POTENZIALE INTERIORE A DECIDERE LE SORTI.

ED E’ PROPRIO NELLA CRISI CHE SI CELA L’OPPORTUNITA’ DI FARE UN SALTO DI QUALITA’.

Ma quanto conosciamo di noi stessi? Quanto sappiamo davvero come funzioniamo?

COME POSSIAMO TROVARE E MANTENERE UNO STATO DI CALMA CONCENTRAZIONE ED EFFICACIA ANCHE NELLE CONDIZIONI PIU’ SFAVOREVOLI?

E’ possibile trasformare il lavoro in un campo di esperienza piacevole e benefico per noi stessi e di nutriente condivisione con i nostri colleghi?

Si può imparare a comunicare con i propri colleghi e clienti in modo armonico ed efficace?

Non sono domande inutili.

Cercare una risposta a tali domande significa in realtà intraprendere un percorso pratico, sperimentale, attraverso il quale entrare in contatto diretto con le proprie strutture e funzioni fisiche, emotive e mentali, scoprendone limiti e potenzialità, aspetti da migliorare e nuove possibilità conoscitive ed operative.

Significa anche sviluppare reali capacità intuitive e creative per far fronte ai continui cambiamenti che caratterizzano l’attuale mondo del lavoro.

Percorso che conduce ad una più profonda conoscenza di quella che è la più importante azienda da saper gestire:

NOI STESSI,

e con la quale dobbiamo fare i conti se funziona male e che invece potrebbe divenire fonte di energia e risorse.

Un’azienda, quindi, sulla quale vale la pena investire e che spesso ignoriamo senza averne mai scoperto ed utilizzato completamente le risorse “tecnologiche” ed energetiche.

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Il Fuoco può essere creatore e  distrutture, trasformatore e guaritore,

ma in sè rappresenta un Principio talmente vasto ed elevato da non poter essere descritto a parole.

Da un certo punto di vista….tutto è Fuoco.

E il suo dominio non riguarda solo il saper accendere, manipolare o spegnere il fuoco che tutti conosciamo.

Dominare il Fuoco è essenzialmente dominare l’Energia, e non è cosa facile!!!

In ogni caso, in questo splendido spettacolo che è “Alegria” del Cirque Du Soleil, questo artista mostra una maestria notevole nel “giocare col fuoco”!

E se vi lasciate attraversare dalla performance, potreste anche “sentire” l’espressione di una qualità che va oltre l’abilità tecnica.

Il Potere del Fuoco, in qualche modo, si può cogliere.

Come se la sinergia fra danza, musica, ritmo e giochi di luce, ne permettesse la manifestazione della Potenza.

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Il segreto del movimento è celato nell’immobilità.

Il segreto del suono è celato nel silenzio.

Il segreto della luce e dei colori è celato nell’oscurità delle tenebre.

Il segreto di ogni forma è celato nel Vuoto.

Il segreto dell’azione è celato nella meditazione.

Mentre canti, o suoni, percepisci costantemente il Silenzio che permette il sorgere del suono, che lo sorregge e al quale il suono ritorna.

Quel Silenzio che è la sostanza del suono.

Questo è il segreto del cantare e del suonare.

Ed Anche il segreto del vivere.

L’azione spontanea è un movimento che non ha un passato e che si proietta verso un futuro che non conosce.

La mente immobile percepisce; il corpo-oggetto è percepito nel suo movimento.

Quando fra i due c’è unità, c’è l’estasi dell’azione consapevole, naturale,  che inspiegabilmente è sia immobilità che movimento.

Un’azione è espressiva e comunicativa solo quando, consapevolmente, nasce dallo spazio vuoto, in esso risuona e ad esso ritorna.

Allora, “riecheggia nell’eternità”.

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Per questo mese una breve intervista a Vittorio Marchi, un fisico che ha osato esplorare “oltre” ciò che comunemente chiamiamo realtà.

Un ricercatore ed autore di numerosi libri da seguire…

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