Archivio per 2011

DIES NATALIS SOLIS INVICTI

Da Andrea | depositato in Ricerca interiore

Da milleni, in diverse culture e in diversi modi, in questi giorni viene celebrata la nascita di quel Sole che, in realtà, non sorge e non tramonta mai, non nasce e non muore mai.

E’ il Dio Sole,  o Mitra, o Saturno, o Cristo.

E’, soprattutto, il Sole Interiore, il Sé che anche nella più buia delle notti non smette di Essere e, prima o poi, troverà il suo Natale.

Festeggiare questo giorno è, prima di tutto, celebrare l’invincibilità del Sé.

Non Lui muore e quindi non nasce.

Siamo noi a dimenticarLo oppure a ricordarLo e, quindi, manifestarLo.

Puoi celebrare il Natale, volendo, con un solo piccolo atto interiore: il ricordo di te.

Ogni volta che ti ricordi di te stai guardando il Sé e, quindi, il Sole Invincibile.

Allora,

BUON NATALE.

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SAGGEZZA CINEMATOGRAFICA

Da Andrea | depositato in Filmati, Ricerca interiore

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Ho avuto la fortuna di seguire una lezione direttamente da Marco Massignan, scrittore di diversi libri e traduttore di tanti altri ancora, ricercatore ed esperto di società tribali e sciamanesimo, di cui ha un’esperienza diretta in particolare con le culture del nord america.

E’ il creatore del metodo delle “costellazioni rituali”. Potete trovare maggiori informazioni sul suo sito.

Questa è una breve intervista, ma credo che sia una persona di cui approfondire la conoscenza.

Buona visione!

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C’E’ UN NUOVO PROGETTO CHE STA NASCENDO…

O meglio, IL PROGETTO che mi attraversa mente e cuore da praticamente una vita e che ora inizia ad “incarnarsi”.

Per ora non anticipo altro.

Ma vi informo che:

GIOVEDI 8 DICEMBRE ALLE 17.00

CI SARA’ L’INAUGURAZIONE DELLA BASE OPERATIVA,

IN VIA CAIROLI 3, A CIVITANOVA MARCHE (PRATICAMENTE IN PIAZZA XX SETTEMBRE)

cliccate qui per la mappa

SE AVETE PIACERE DI PASSARE SARA’ MIO PIACERE OSPITARVI !!!

Andrea

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AZIONE, POESIA, MAGIA

Da Andrea | depositato in Articolo, Poesia, Ricerca interiore

L’atto poetico è un atto creativo.

Credere che la poesia sia presente sono negli scritti di alcuni autori (peraltro alcuni pieni di Potenza e Sapienza) significa precludersi una visione più ampia e appagante.

Poetico può essere un gesto, un canto, una danza, un atto pienamente consapevole e spontaneo.

Poetico può essere anche fare un semplice caffè, cucinare, o semplicemente lo sguardo di una ragazza, un uomo, o un bambino.

La natura è poetica. Il mare, il cielo, gli alberi, i fiori che sbocciano e appassiscono, il susseguirsi delle stagioni, le stelle, la vita e la morte delle cose naturali.

In realtà qualsiasi cosa può essere poetica.

Questo perché la poesia è la qualità intrinseca delle cose e non le cose stesse.

Un gesto non è poetico di per sé. E’ il modo che lo rende tale. Più precisamente la consapevolezza e la potenza del gesto. Ciò che lo rende spontaneo, naturale e vivo.

Il fatto che bisogna essere ciechi per non percepire queste qualità nella natura, da solo,  basterebbe per provare che tutto è vivo nell’Universo e che esiste un’Intelligenza che crea, guida e distrugge le forme.

Oggi fortunatamente la Nuova Scienza sta comprovando la realtà di questa affermazione.

Se queste qualità sono presenti nei fenomeni naturali sembrano sparire nell’essere umano.

Questo perché l’essere umano ha la possibilità di osservarsi e quindi di giungere ad essere cosciente di sé. Ha la grande opportunità di diventare spontaneo come un fenomeno naturale in modo consapevole. Spontaneo come un bambino con la coscienza di un adulto.

Ma per farlo consapevolmente deve prima emanciparsi dalla Madre e individuarsi per poter poi ricongiungersi volontariamente e con coscienza.

Da creato egli si eleva per diventare creatore. All’inizio separandosi dall’Unità con un atto di volontà per poi, finalmente, riconciliarsi e cooperare consapevolmente con la Natura.

Egli ora è un creatore.

L’atto poetico è proprio questo: un Atto Creativo Divino. Un Atto Magico.

Un Poeta è un Mago.

Ed un Mago è un Poeta, perchè può esprimersi con il Linguaggio Segreto.

Un Linguaggio dimenticato. Ma presente ovunque.

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Mi colpisce sempre scoprire come alcune parole abbiano perso il loro significato originario, e di quanto sia utile a volte ritrovarlo per magari ridefinire il senso che diamo a molte cose.

Soprattutto, ai fini di una vera ricerca interiore (e per quanto mi riguarda anche semplicemente come base minima per parlare di intelligenza), andare a cercare il significato profondo delle parole ci permette di svelare i pregiudizi che abbiamo e di conquistare un piccolo gradino verso la conoscenza.

L’esempio che porto oggi è il termine inglese “Wizard” che, tradotto oggi come “mago” o “stregone”, è un termine talmente pre-giudicato nel tempo che attualmente viene usato per indicare nel migliore dei casi un illusionista da spettacolo e nel peggiore un truffatore.

Ma il suo vero significato è tutt’altro.

Il termine Wizard, nell’inglese medio (XV secolo), significava “Filosofo” o “Saggio”, collegato al termine “Wise”: Saggio.

Ma andando ancora indietro arriviamo alla radice indoeuropea “Wid” che significa: Conoscere.

Da “Wid” derivano svariati termini: il sanscrito Veda (le sacre scritture indiane) e i termini inglesi “Vision”, “Witness” e “Wisdom”, rispettivamente “Visione”, “Testimone” e “Saggezza”.

Ecco che ora, di riflesso,  al termine Magia possiamo restituire il significato originario, di certo più nobile ed elevato di quello a cui siamo abituati.

Qualcosa che non ha nulla a che vedere con superstizioni e ignoranza, ma piuttosto un termine generico per indicare la via (o le vie) verso la saggezza.

Capite che solo rivedere questo termine può aprirci un intero mondo da scoprire, studiare e approfondire.

E chissà quanti e quali altri termini possono diventare “stargate”, portali verso nuovi mondi.

Non dobbiamo aspettare la tecnologia del futuro per avere accesso alla possibilità di varcare i limiti spazio-temporali e accedere ad universi paralleli.

A volte può bastare il buon vecchio dizionario etimologico!

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SAGGEZZA CINEMATOGRAFICA

Da Andrea | depositato in Filmati

Bà, è solo fantascienza……..O NO ???

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Cito da youtube: “Questo videocorso presenta al pubblico italiano le scoperte scientifiche più avanzate per riprogrammare il nostro cervello e creare nuove reti neurali. Joe Dispenza rende chiaro e evidente il legame tra i nostri pensieri e il nostro corpo fisico, e spiega di conseguenza come guarire dalle malattie e quali straordinari potenziali di evoluzione possiede il nostro cervello”…

…”Joe Dispenza ha conseguito il diploma di chiropratico alla Life University di Atlanta, Georgia (USA). Dopo il training universitario in biochimica, la pratica e gli studi successivi alla laurea si sono svolti nei campi della neurologia, neurofisiologia, e funzione cerebrale.”

Ho il dvd di questa conferenza.

Personalmente credo che valga la pena vederlo interamente.

Trovo Joe Dispenza molto preparato ma anche piacevole da ascoltare.

Inoltre credo che sia importante che (finalmente) emergano scienziati che sanno il fatto loro in termini di conoscenze scientifiche (e questo dovrebbe essere il minimo!) ma danno pari importanza, se non di più, alle loro conoscenze ed esperienze pratiche in ambito interiore e spirituale.

Come ha detto il Dalai Lama (non ricordo dove e quando), i sacerdoti del futuro saranno degli scienziati illuminati!

Buona visione!

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…non c’è un bel niente, se non la nostra inconsapevolezza sui nostri processi mentali.

Ogni azione che compiamo è l’effetto di un pensiero-intento che possiamo dire o non dire ma che comunque precipita nella realtà.

Non cogliendolo, ci accorgiamo soltanto dopo di ciò che è avvenuto e, magari, troviamo giustificazioni o pretesti per spiegare ciò che abbiamo o non abbiamo fatto e ottenuto.

Quando diciamo cosa vogliamo e percepiamo una distanza dal suo realizzarsi, non stiamo facendo altro che enunciare un intento che ci è passato per la testa, senza prenderci cura di sapere se è ciò che veramente vogliamo o se abbiamo semplicemente pescato un pensiero dal passato o da quello che “sappiamo” su noi stessi, sulla vita e sulla realtà.

Ciò che accade meccanicamente (descritto prima), può accadere anche consapevolmente.

Anzi, accade, quando sappiamo davvero cosa vogliamo.

Avete mai visto un bambino che vuole qualcosa? La totalità del suo essere si protende verso ciò che vuole, a prescindere dagli ostacoli che può incontrare. Magari non ce la fa (perché magari gli viene vietato), ma comunque il desiderio e l’azione in lui sono una cosa sola.

Se pescate nel vostro passato troverete sicuramente un’esperienza di totale dedizione a raggiungere uno scopo, senza neanche porvi il problema di pensare prima alle possibili difficoltà.

E allo stesso modo potete accorgervi di quante volte all’intento seguono i vari : ma, però, se non ci fosse etc.

Certo, con una buona dose di volontà e senso del dovere potremmo compiere comunque quell’azione, e fare i bravi ragazzi “con le palle”.

Ma se invece imparassimo a conoscere noi stessi e, oltre ogni ragionevolezza, accogliere quei flash, insight chiarissimi, che spontaneamente ci conducono all’azione?

E se cominciassimo a capire che se sorgono dei ma o però significa che in fondo in fondo, almeno in questo momento, la cosa non ci interessa davvero?

Se smettessimo di prendere la scusa del “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” e cavalcassimo quel ponte che ci conduce di là o, addirittura, scoprissimo di avere le ali per arrivare in pochi battiti di ali?

Se ci rendessimo conto che non esiste il tempo e quindi neanche la distanza e che, potenzialmente, potremmo manifestare qualsiasi cosa in questo istante se davvero lo volessimo?

Ecco, questo il punto. Se davvero lo volessimo. Ma confondiamo la volontà o con la forza bruta o con quei miliardi di associazioni neuroniche meccaniche che ragionano su cosa andrebbe fatto e si fanno tutto il progetto di come farlo.

La vera volontà è un pensiero che agisce, un intento che muove, una leva che senza sforzo può sollevare il mondo.

La vera volontà è visione di ciò che non può far altro che essere, e quindi è.

La vera volontà è un unico pensiero-immagine su di uno sfondo vuoto.

La vera volontà non ha proprio idea di cosa sia lo sforzo, a meno che con questo termine non si intenda semplicemente l’energia che, investita dal pensiero, permette la sua realizzazione nell’azione.

Il che assomiglia così tanto ad un amplesso che chiamarlo sforzo mi sembra offensivo!

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Siamo disposti a tutto, pur di non guardare.

Davanti a ciò che accade, fuori o dentro di noi, siamo disposti a fare di tutto.

Disposti a distrarci, o a pensare ad altro, più spesso a fare qualcos’altro.

Ma non finisce qui.

C’è qualcosa di più subdolo e invisibile che facciamo pur di non guardare:

siamo disposti ad interpretare, descrivere, utilizzare le nostre conoscenze o, più spesso, quelle di altri, lette o sentite, pur di non guardare cio che è lì davanti a noi.

Eppure tutto ciò che c’è da sapere di qualcosa è nella cosa stessa.

Il perché di una sensazione è nella sensazione.

La soluzione è nel problema.

La luce è nell’oscurità, esattamente come nel nero la luce è tutta presente, ma “dall’altra parte”, cioè “dentro”.

In questo modo pensiamo di avere un controllo che non abbiamo.

Un controllo che otterremmo proprio smettendo di controllare ed iniziando a guardare.

Questo perché c’è ancora un segreto da svelare, se abbiamo il coraggio di guardare:

che il perché di una sensazione siamo noi, così come siamo noi la soluzione del problema.

E soprattutto siamo noi la Luce che possiamo vedere nell’oscurià.

La bellezza è negli occhi di chi guarda, si dice.

Lo stesso vale per la Luce, la Pace e il Potere.

Non c’è niente là fuori che possiamo temere, se non tutto ciò che non abbiamo il coraggio di guardare.

Il nostro sguardo, quello vero, terso come uno specchio pulito e puro come un cristallo, vede e può.

Per tutto il resto…c’è master card!!

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