RESPONSABILITA’: ABILITA’ A RISPONDERE
A volte basta soffermarsi un attimo sul significato di una parola, non permettersi una reazione meccanica al senso che abbiamo incamerato senza filtri, per aprire un nuovo spazio di possibilità, quasi un nuovo mondo da attraversare.
Responsabilità.
“Sii responsabile” è quasi per tutti e quasi sempre un monito proveniente da quell’istanza psichica che Freud definì Super-Io e che sta a rappresentare (semplificando la questione) una sorta di “genitore introiettato” e che in sé ingloba la morale ricevuta, il senso del dovere che inconsciamente abbiamo incamerato a partire dalla più tenera età.
Subito quindi la risposta interiore al “sii responsabile” può essere o invitarci a rispettare le regole, fare “il bravo”, seguire e fare ciò che è giusto (secondo naturalmente la cultura di appartenenza e l’educazione ricevuta, e già qui le possibilità sono tantissime) oppure decidere di essere anticonformisti e ribelli (opponendoci alle stesse regole etc. che ci sono letteralmente capitate).
E, a seconda di quale fra le due possibilità scegliamo e della nostra capacità di agire la scelta, il nostro comportamento sarà conseguenza logica.
Essere responsabile significa per la maggior parte delle persone qualcosa come “mettere la testa a posto”, fare ciò che secondo la morale comune va fatto (senza ovviamente chiedersi chi ha detto cosa fare e quando).
Ma responsabilità, letteralmente (e essenzialmente) non significa altro che: abilità a rispondere.
Rispondere all’ambiente, oppure a ciò che interiormente ci accade.
Rispondere ad una difficoltà economica, ad una malattia, ad una violenza fisica o psicologica, ad un’emozione improvvisa, ad una situazione che ci impone di fare una scelta.
Per essere abili a rispondere occorre innanzitutto essere molto ricettivi perché più si è attenti prima vediamo le cose arrivare, e prima le vediamo più tempo abbiamo per scegliere come reagire.
Accade anche che a volte le cose arrivino improvvisamente, e allora la nostra abilità a rispondere deve essere istantanea, senza pensieri.
A volte la nostra reazione può portare ad effetti non buoni (essere una reazione “sbagliata”), ma se siamo abili a rispondere anche a questo ci assumiamo, appunto, la responsabilità delle nostre azioni e rispondiamo a questa nuova situazione.
Responsabilità. Abilità a rispondere. Basta rifletterci un attimo, elaborare questo nuovo significato, e poi allenarci a metterlo in pratica.
Per decidere di diventare finalmente e davvero persone responsabili.
E, perché no, mettere “la testa a posto”, cosa che alla luce di queste riflessioni può diventare un modo di dire con un senso:
“riportare la mente a casa”, come disse il Buddha!








giovedì, settembre 16th 2010 at 10:17 |
Responsus Abile = Responsabile. Centro perfetto direi. Aggiungerei anche un altro significato al termine “rispondere”, ovvero una parola formata da “re” nel senso di “ancora” e “spondere” ovvero “garantire per” (stessa radice del termine “sponsor” per intenderci). Ecco allora che al significato di “reazione” da te identificato si aggiunge quello di “garanzia” diciamo, nel senso di rispondere di qualcosa o di qualcuno.
Essere responsabili delle proprie parole, ad esempio, significa offrire garanzia di ciò che si dice.
Qualcosa che molti, specie coloro che si trovano in una qualche posizione di autorità riconosciuta, per carica, posizione o attribuzione di fiducia da altri, tendono troppo spesso e volentieri a dimenticare, mancando della volontà o della capacità di rispondere di ciò che dicono, ovvero delle parole da loro dette e che influenzano altre persone, parole per cui vi dovrebbe essere la massima offerta di responsabilità, ma che invece vengono spesso rinnegate.
giovedì, settembre 16th 2010 at 11:15 |
Vero. Incredibile come personalità a volte molto egoiche e piene di sé mostrino tanta vigliaccheria (e di fatto poca autostima) nel fuggire dalle proprie responsabilità.
Grazie per l’approfondimento!