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Incontri di gruppo per osservarsi e sperimentare nuove possibilità,
trovare un maggiore benessere psicofisico e attingere al proprio potenziale interiore.
Transpersonale significa “oltre la personalità”.
La psicologia transpersonale offre modalità e tecnologie per liberarsi dai condizionamenti della personalità e attingere al potenziale della propria vera natura, quello spazio esistenziale presente al centro di noi stessi .
Un valido connubio fra Antica Sapienza e Scienza Moderna per
riscoprire l’essenziale e trovare benessere e appagamento.
Con gli incontri di gruppo e’ possibile vivere per di più l’opportunità offerta da qualità come la condivisione e l’energia del gruppo, la messa in discussione dei propri limiti e il contatto con “l’altro da se’”,
l’unita’, la comunicazione profonda e il contatto con cio’ che trascende i confini dell’io.
OGNI MARTEDI DALLE 21.00 ALLE 23.00
IN VIA TRILUSSA 12, CIVITANOVA MARCHE (MC)
INFO E CONTATTI:
dr.andreagrosso@gmail.com
333 1480516 – 340 3363868
Ripartono le lezioni di Yoga Integrale da me condotte.
Qui sotto trovate una breve descrizione di cosa si intenda per Yoga Integrale e gli orari delle lezioni relativi ai vari luoghi in cui è possibile partecipare.
Bentrovati a chi già ha partecipato….e benvenuti a chi vorrà sperimentare questa splendida disciplina!
YOGA INTEGRALE
Lo Yoga Integrale è inteso, dal punto di vista tecnico,
come la sintesi dello Hatha Yoga, del Raja Yoga e del Tantra Yoga.
Esso, quindi, fornisce metodologie e conoscenze relative al corpo,
al sistema energetico dell’essere umano,
ma anche al suo mondo emotivo e al suo potenziale mentale,
per accedere al centro di se stessi, il vero sé,
il nucleo profondo che include e trascende la personalità.
Dal punto di vista pratico, lo Yoga è integrale
in quanto fornisce gli strumenti per vivere in maniera più profonda e intensa
la vita quotidiana, per non rimanere ancorati ad una visione dualistica
(tipica della mentalità occidentale) che separa il quotidiano dall’ “extraquotidiano”,
l’ordinario dallo straordinario, il lavoro dal relax, lo spirito dalla materia,
i momenti in cui si vive e quelli in cui ci si lascia vivere.
Yoga Integrale è, quindi, uno strumento antico che oggi definiremmo “olistico”.
Un mezzo potente per traghettarci verso uno stato
di benessere, consapevolezza e padronanza di sé.
Un mezzo non per fuggire dalla realtà, ma per possederla.
Per conquistare la cosa più preziosa che abbiamo: la vita tutta.
ORARI E LUOGHI:
Il Lunedi dalle 19.30 alle 21.00 a Corridonia, presso il Centro Benessere Somachandra, via Trento 21
Il Martedi dalle 20.00 alle 21.30 a Civitanova Marche, in Via Trilussa 12
Il Mercoledi dalle 19.00 alle 20.30 a Montecassiano, presso il Centro Sportivo Live Energy, in via Piermanni 3
Il Martedi e il Giovedi dalle 12.50 alle 13.40 a Montecosaro, presso il Centro Wellness Victory Club, in via via Ascoli, 8/B-C c/o SpazioAquilone
Info: 333 1480516
dr.andreagrosso@gmail.com
Se c’è un “Dio che è morto”, per l’uomo, il suo nome è armonia, piacere, gentilezza, empatia.
Educarsi all’armonia in se stessi prima e con gli altri poi, può significare produrre un cambiamento.
Perché armonia è cambiamento, fluire, bilanciamento imponderabile ma sperimentabile.
Questa, secondo me, è l’unica “fede” che abbiamo perso (a dispetto di ciò che dicono i capi religiosi vari).
Quella che vediamo inconsapevole in natura e negli animali è, in potenza, conquista consapevole per gli esseri umani.
E ne basta poca (un piccolo seme di sesamo come recita uno scritto sacro), per muovere montagne.
L’illusione che per smuovere anche solo un posto di lavoro occorrano strategie, obiettivi, piani d’azioni sempre più innovativi ed efficaci, oppure soltanto …culo, ci tiene avvinti al perpetuarsi di oscillazioni fra la disarmonia, l’inseguimento infinito, e la “nostalgia” di un passato ancestrale, un paradiso terrestre incontaminato.
Eppure una via esiste.
Talmente semplice e delicata da essere oscurata dagli abbaglianti fuochi d’artificio della complicata società moderna.
Tutti. Ripeto tutti, e in tutto il loro organismo psicofisico, inseguono l’armonia.
Si arriva perfino alle peggiori atrocità per cercare la pace (per poi, se va bene, scoprire che si è cercato nel posto sbagliato).
Ma pochi se ne accorgono, pochissimi cercano l’essenziale.
Eppure l’essenziale ha un potere trasformativo che supera la più fervida immaginazione umana.
E, per fortuna, Armonia non è morta (e quindi neanche Dio).
Solo l’essere umano attuale, per ora, è a rischio…
No. Non mi riferisco a “quella” prima volta, ma ad un’altra che per me è stata anche più intensa e “scioccante”.
La prima volta che ho sperimentato la meditazione.
Una prima volta del tutto originale e inaspettata.
Nessuna sala pratica. Nessuna tecnica specifica. Niente incensi né musica.
A dir la verità non avevo la più pallida idea di cosa fosse davvero la meditazione, né sapevo che, anni dopo, avrei dato tanta importanza alla ricerca di quello stato di coscienza.
Avevo 19 anni. Un periodo particolare, in piena crisi esistenziale.
Mi ero iscritto all’Università, ma non avevo ancora bene chiaro in mente che cosa avrei fatto “da grande”.
Ero confuso. Molto confuso. Nella mia mente circolavano a velocità stratosferica centinaia di idee, pensieri, contraddizioni, dubbi e domande.
Eppure avevo bisogno di fare chiarezza, di scegliere, di decidere in qualche modo chi ero, quale fosse la mia identità.
Ogni giorno mi trovavo a cambiare idea su tutto. A volte ogni poche ore.
Un momento pensavo di voler essere ateo, poi credente, poi credente ma eretico.
Un attimo decidevo che avrei seguito sempre la razionalità, l’attimo dopo l’istinto.
Per qualche periodo ho pensato che la filosofia mi avrebbe cambiato la vita, poi che una donna lo avrebbe fatto, ancora dopo la scienza, oppure l’alcool.
E nella testa si fissava un pensiero, un’idea, un’ideale persino, per poi a breve vederne l’assurdità e lasciare spazio ad una nuova fissazione, destinata anch’essa a sciogliersi.
In fondo tutto aveva senso e non senso allo stesso tempo, era vero tutto e il contrario di tutto, solo questione di punti di vista.
Eppure avevo bisogno di stabilità, di un centro, ma niente mi sembrava tanto “valido” da esser tale.
Così tante volte mi sembrava di impazzire a tal punto che alla fine arrivai persino a vedere la follia, per quanto affascinante, solo l’ennesimo punto di vista relativo e non soddisfacente.
Niente mi soddisfaceva. Tutto, in qualche modo, alla fine mi dava noia.
Ogni volta che raggiungevo il limite di sopportazione prendevo il mio scooter celeste e bianco, pieno di adesivi, e andavo a fare un giro per le campagne ma, dopo un primo momento di liberazione, i pensieri ripartivano e il giro di giostra ricominciava.
Un gran giramento di testa e, devo dire, un gran giramento di palle!
Poi, un giorno, all’improvviso, qualcosa cambiò.
Correvo veloce sul mio solito scooter, nella solita strada di campagna, col solito flusso di pensieri in testa.
Ma, ad un certo punto, un pensiero “anomalo” rispetto agli altri comparve dal nulla, in mezzo al frastuono interiore:
“perché tanto battersi per l’una o l’altra idea, perché tanta ansia di aggrapparti ad un pensiero particolare, sperando di trovare stabilità laddove non può esserci? Tutto cambia: i tuoi pensieri, le tue emozioni, persino la realtà esterna cambia continuamente.
Prova a lasciar scorrere senza “fissare” niente. Prova a prendere semplicemente atto di ciò che compare nella tua mente, così com’è, senza giudizio, senza pretese, senza trattenerlo né respingerlo”
Tutto questo in un istante, al quale seguì un istantaneo “click” nella mente.
Il corpo si rilassò totalmente, la mente si alleggerì improvvisamente.
E mentre i pensieri e le sensazioni fluivano liberi, scivolando via, una strana, silenziosa gioia avvolse tutto il mio essere e per tutto il resto del tragitto fui pervaso da un senso di benessere e leggerezza mai provato prima, accompagnato da una grande lucidità e consapevolezza.
Passarono alcuni anni prima che io potessi dare un nome a quello stato di coscienza, e altro tempo ancora prima che capissi quanto possa valer la pena cercarlo, coltivarlo, tentare di conquistarlo e mantenerlo, anche nelle più caotiche situazioni.
Sono passati 15 anni, ed ora, pur sapendo quanto aiuti un abito adeguato, una sala pratica predisposta, una Guida, il silenzio, sono anche infinitamente grato di aver avuto la fortuna di vivere quell’attimo magico in un momento informale, in un posto come un altro.
Coincidenza o destino, oggi abito proprio vicino a quella strada e, spesso, mi trovo a passarci con l’auto per andare al lavoro.
A volte, mi sembra di vedere venirmi incontro dall’altra parte un ragazzo su uno scooter celeste e bianco pieno di adesivi.
E con una strana, silenziosa gioia nel viso.
Il benessere è uno stato di coscienza.
E’ lo stato di coscienza di chi vede e, quindi, può.
Vedere, in molte culture lontane nel tempo e nello spazio dalla nostra, non è il semplice utilizzare il senso della vista, né bloccare la realtà con delle definizioni, ma coglierla attraverso una mente unitaria, che integra e contiene le infinite sfumature del reale, una mente che è innanzitutto presenza, consapevolezza e che, in sé, è il centro calmo e stabile della nostra esistenza, lo spazio libero al centro di noi stessi.
Una mente che vede ciò che è invisibile agli occhi e al pensiero ordinario, e che può ciò che altri non credono possibile.
Il benessere è uno stato di coscienza caratterizzato da armonia, senso di unità in se stessi e con l’ambiente, gioia e calma lucidità.
Cercare, sviluppare e mantenere questo stato di coscienza non significa rifugiarsi in un mondo ideale, né tanto meno fuggire dalla realtà che ci circonda, fatta anche di lavoro, relazioni, necessità e desideri materiali, difficoltà, passioni e sogni.
I mistici lo chiamano “stato di grazia”, gli sportivi “la zona”, gli psicologi “stato di flow”. Lo si può anche definire “meditazione”, o “stato naturale”.
Almeno una volta nella vita ogni essere umano lo ha vissuto: davanti ad un tramonto, guardando un cielo stellato, oppure in un gesto consapevole, in uno sguardo, in una parola detta o sentita o in un abbraccio.
Un momento magico, in cui il tempo si dilata, ed è un momento perfetto.
Dietro la ricerca di un successo professionale, o di più soldi, o di più amici.
Dietro le sudate fatte per stare in forma, o per piacere agli altri.
Dietro ogni sforzo, si cela la ricerca di questo stato.
E’ un istante in cui, finalmente e realmente, si è felici.
Dietro ogni ricerca si cela la ricerca della felicità.
Questo stato può essere cercato, coltivato, mantenuto, e reso stabilmente presente.
Qualcuno pensa che i soldi facciano la felicità, oppure che per essere felici occorre avere successo in campo professionale, o avere vicino persone speciali, o essere in salute oppure che saremo felici quando ci sarà un mondo migliore.
Ma si potrebbe capovolgere queste credenze per arrivare ad un principio quantomeno rivoluzionario: è dalla felicità che scaturisce il successo, la ricchezza, ottime relazioni, salute e la possibilità di contribuire ad un mondo migliore.
Non sono il primo né l’unico a pensarlo.
Il primo scopo della vita è vivere davvero.
Essere vivi è uno stato di grazia, uno stato di coscienza che possiamo arrivare a sperimentare; ogni altra conquista deriva spontaneamente da questa.
La salute, l’eccellenza e il successo sono, innanzitutto, questo stato di coscienza.
Vitalità, carisma, presenza, empatia. Qualità contenute, in potenza, all’interno di ognuno.
Ed ogni persona ha la possibilità di raggiungere il successo, qualunque cosa rappresenti per ognuno questa parola.
Conosci te stesso, trova la felicità che scaturisce naturalmente dal tuo essere.
Il resto verrà di conseguenza.
Questa è l’essenza, il cuore, il segreto, il mezzo e il fine di ogni via per il benessere e per lo sviluppo del potenziale umano.
Lungo e complesso è il percorso per capire cosa significhi essere felici, trovare strumenti efficaci per ottenere questo stato di coscienza e il coraggio e la determinazione per utilizzarli davvero.
Ma, essenzialmente, essere felici è semplice: basta non aver paura, aprirsi alla vita e osservare.
A quel punto si inizia a vedere.
E inizia il viaggio.




