L’ESSERE E LA PERSONALITA’, LA TECNICA E CHI LA USA – Seconda parte
Continua dal precedente post.
Ma l’Essere?
Se tutto ciò che facciamo per e a partire dalla personalità nasce dalla sua paura di morire, allora occorre trovare in noi un’istanza, un “qualcosa” che invece non dipenda da questo.
Se vogliamo, davvero, essere felici.
Esiste uno spazio, un luogo interiore, dove non vigono le stesse leggi alle quali siamo abituati.
Esiste un piano esistenziale nel quale la morte non esiste.
Attenzione: non si tratta, in questa sede, di disquisire sull’immortalità dell’anima in senso religioso.
Non conta, per ora, sapere se questa condizione sia una verità oggettiva o solo una percezione soggettiva.
Ciò che ci interessa, almeno per vivere qui una vita più serena ed intensa, è che le conseguenze del muoversi a partire da questo stato sono degne di nota:
Poesia e musica: “Gethsemane”, dal musical “jesus christ superstar”
Padre, berrò il tuo calice di veleno…sia fatta non la mia ma la tua Volontà .
Parole tratte da uno dei più intensi momenti della storia di Gesù: l’orto di getsemani. Qui emerge il lato più umano di questo grande Essere che, solo alla fine, comprende come la sua piccola volontà può solo farsi da parte e trova la forza affidandosi ad una Forza più grande.
Se andiamo oltre l’aspetto meramente religioso e fideistico, potremmo cogliere in questo episodio il significato simbolico profondo che esso contiene: abbandonare lo pseudo controllo con cui ci muoviamo di solito nella vita, basato sul tentativo disperato della mente di prevedere e prevenire e, di fatto, mosso dalla paura….
…e poi….Fidarsi!
Fidarsi della vita, della magia che muove le cose e gli eventi.
Se siete più “esoterici” : delle leggi dell’universo.
Oppure di Dio se siete particolarmente religiosi.
Ma, in fondo, fidarsi di nient’altro che il proprio Cuore, la propria Anima, il proprio Sé.
La parte più profonda di noi che, paradossalmente, troviamo quando lasciamo cadere le difese di quel piccolo ego che vorrebbe gestire tutto rimanendo separato.
Tutto questo e molto di più l’insegnamento di quel passo del Vangelo.
Magistralmente, secondo me, interpretato in questo brano del celebre musical “Jesus Christ Superstar”.
L’ESSERE E LA PERSONALITA’, LA TECNICA E CHI LA USA – PRIMA PARTE
Secondo un’ottica transpersonale, la personalità non esaurisce ciò che è l’intero sistema-essere umano.
Anzi.
Ne rappresenta la parte più esterna, visibile e impermanente.
In realtà ci sono alcuni livelli appartenenti alla personalità, o all’ego, meno visibili, come le emozioni e le varie impalcature cognitive, come le convinzioni, i condizionamenti, le idee e le nozioni acquisite nella vita.
Anche le capacità (mentali e fisiche) appartengono al mondo della personalità.
E la personalità, nel suo complesso, appartiene al mondo della sopravvivenza.
E’ la parte più animale dell’essere umano che ha, come primo e unico scopo, quello di sopravvivere.
LA NOSTRA PAURA PIU’ PROFONDA…
Può sembrare assurdo, ma una delle più grandi paure che ci portiamo dentro, è la paura del nostro potere personale, di chi siamo davvero.
Passiamo così tanto tempo a compiacere gli altri, a cercare maestri e insegnanti oppure, al contarrio, a cercare di convincere gli altri di essere potenti, saggi, forti e fighi, che non riusciamo a percepire quel Fuoco che brucia al nostro interno.
Siamo così persi nei contenuti depressi o esaltati della nostra mente, da non vedere la nostra Mente che crea e distrugge tali contenuti.
Preferiamo sognare e fantasticare, oppure rassegnarci, piuttosto che osare di volere.
Osare di volare!
Nelson Mandela, meglio di me, comunica questo concetto nella sua poesia: “la nostra paura più profonda”.
Vi lascio alle sue parole, che possano risvegliare in voi l’anelito assopito alla realizzazione.
NELSON MANDELA, LA NOSTRA PAURA PIU’ PROFONDA
La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? “
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.








