LO SAPPIAMO GIA’ FARE
Sappiamo già fare un sacco di cose senza saperlo.
Sappiamo perfino star bene, guarirci, cambiare, e sappiamo farlo con maestria, in un solo istante e con semplice spontaneità.
Tanto da non accorgerci e non sapere come facciamo e che lo facciamo.
Osservatevi. Provate ad osservarvi abbastanza e con fiducia durante il giorno finché non vi coglierete in fragrante a guardare un bel paesaggio, o parlare con una persona cara, o evocare un ricordo, o ascoltare una bella canzone.
Quando ci riuscite registrate le sensazioni piacevoli, i colori vivi dei pensieri e le sfumature emotive e, soprattutto, rendetevi conto che, almeno in quel momento, non ci sono preoccupazioni né problemi.
In quel momento non c’è l’ansia che di solito ci accompagna, o perfino la depressione che ci hanno diagnosticato. In quel momento la pressione non Ë alta nÈ bassa, del colesterolo non ce ne frega niente e i polmoni, fumatori o no, funzionano bene.
E tutto in un solo istante.
Un semplice cambio dello stato di coscienza, degno di uno sciamano o del più abile ipnotista.
Ma siete stati voi. Proprio voi.
Proprio voi, senza accorgervene, avete attuato una magia.
Pensateci. Forse lo avete fatto migliaia di volte. Forse ve ne siete accorti ora o forse ve ne accorgerete osservandovi.
Allora Ë solo questione di imparare a farlo consapevolmente.
Ma attenzione. Non si stratta di imparare qualcosa di nuovo, un nuova “tecnica segreta”.
Si tratta di un’abilità che possediamo e che già usiamo e di segreto ha solo il fatto che non ne siamo coscienti.
Tutto qui.
Forse ci basta qualcuno che ci aiuti a diventarne consapevoli e, successivamente, a diventarne padroni.
IL SEGRETO DEL MOVIMENTO…
Il segreto del movimento è celato nell’immobilità.
Il segreto del suono è celato nel silenzio.
Il segreto della luce e dei colori è celato nell’oscurità delle tenebre.
Il segreto di ogni forma è celato nel Vuoto.
Il segreto dell’azione è celato nella meditazione.
Mentre canti, o suoni, percepisci costantemente il Silenzio che permette il sorgere del suono, che lo sorregge e al quale il suono ritorna.
Quel Silenzio che è la sostanza del suono.
Questo è il segreto del cantare e del suonare.
Ed Anche il segreto del vivere.
L’azione spontanea è un movimento che non ha un passato e che si proietta verso un futuro che non conosce.
La mente immobile percepisce; il corpo-oggetto è percepito nel suo movimento.
Quando fra i due c’è unità, c’è l’estasi dell’azione consapevole, naturale, che inspiegabilmente è sia immobilità che movimento.
Un’azione è espressiva e comunicativa solo quando, consapevolmente, nasce dallo spazio vuoto, in esso risuona e ad esso ritorna.
Allora, “riecheggia nell’eternità”.
LA MENTE CELATA
Suggerisco di avviare il video per accompagnare la lettura con la musica…
L’atmosfera rarefatta dopo una meditazione serale,
il dolce fluire di una sensazione simile ad un invisibile abbraccio,
il fumo dell’incenso che salendo risuona silente nello spazio,
il suono di un flauto che vibra nell’aria riempendola di colori tenui,
il silenzio di una chiesa,
il potere silenzioso di un silenzio che protegge e cura,
la sacralità di uno spazio vuoto,
il fresco giardino di un tempio isolato,
il fluire calmo e inesorabile di un ruscello o di un respiro.
l’immobilità vibrante di montagne innevate,
la stessa immobilità di un mare in continuo movimento,
la profondità dello spazio infinito che contiene le galassie.
Bellissime apparenze che rivelano un’unica cosa e ad essa riconducono:
la mente impercettibile, pura, incontaminata,
di un Buddha che sorride, in contemplazione, ad occhi chiusi,
lo sguardo distaccato e amorevole di un Maestro,
La mia presenza silenziosa, che è mente
desta e vuota, sola,
senza tempo, senza distanza, senza desideri, senza paura,
in pace….
….LIBERA….
IL SEGRETO DELL’ORIZZONTE
Sono sulla spia
ggia, rivolto verso il mare, e guardo la linea dell’orizzonte.
Faccio dieci passi in avanti. La linea dell’orizzonte non è più vicina di prima.
Torno al punto di partenza e faccio dieci passi indietro.
La linea dell’orizzonte non è più lontana di prima.
Non posso raggiungerla e non posso allontanarmene…
A MENO CHE…
IL CUORE DELLA COMUNICAZIONE
E come ogni arte ha i suoi segreti.
Ma qual’è il “segreto” della comunicazione?
Immaginate due cerchi concentrici con un punto al centro.
Il secondo cerchio (quello più esterno) rappresenta la comunicazione ordinaria, il parlare quotidiano e meccanico, il dire ciò che si dice così, senza pensarci (e spesso senza neanche ricordarsi di cosa si è detto).
Il primo cerchio, il più interno, rappresenta quella che oggi si definisce “comunicazione efficace”, quella insegnata in gran parte dei corsi omonimi, rivolti a chiunque abbia a che fare con “gli altri” specie se per motivi professionali.
La conoscenza di questo primo cerchio implica la padronanza della comunicazione non-verbale, quella cioè più celata, riguardante posture, gesti, toni di voce, e che permette la consapevolezza e la gestione degli stati emotivi propri e dell’altro.
In realtà non è semplice acquisire dimestichezza con questi aspetti, e spesso si finisce per apprendere solo delle tecniche che, in quanto tali, si situano per così dire a metà, fra il primo e il secondo cerchio. Ma anche diventando esperti di comunicazione efficace, si rimane “fuori” dal centro, il cuore, il segreto.
Si rimane ancora in un campo che sta a metà fra il tentare di convincere o manipolare l’altro e “vendere” se stessi, per paura di non essere capiti, giudicati non degni di ascolto e fiducia.
Si rimane legati a tecniche, strategie, obiettivi, e si perde la “sostanza”.
Questo perché manca l’essenziale.
Comunicare davvero significa stabilire un contatto vero, vivo con l’altro.
Significa trasformare e trasformarsi.
Significa “non essere più gli stessi” dopo.
Ma per far questo, occorre innanzitutto….esserci.
Essere connessi.
Essere.
Pochi, pochissimi forse, intuiscono che esiste un “centro” e osano tentare l’accesso al “cuore” della comunicazione.
Se non ci “siamo” noi non c’è neanche l’altro.
E, soprattutto, all’altro arrivano solo, nel migliore dei casi, le nostre strategie, i nostri obiettivi.
Nel peggiore i nostri problemi di comunicazione.
Questo perché possiamo trasmettere (comunicare) solo ciò che siamo, niente di più e niente di meno!
Un esempio chiaro è quello di un grande musicista che suona dal vivo.
Lui è li, sopra un palco.
E, se suona “col cuore”, pur rimanendo lì, pur non cercando assolutamente di convincere nessuno, né tantomeno usando strategie efficaci, arriva, tocca, commuove, può perfino trasformare qualcuno.
E, come effetto collaterale, magari, vende milioni di dischi!!
Scoprire il centro di noi stessi, essere al centro di noi stessi, significa essere al centro di ogni cosa.
Ecco perché per diventare dei comunicatori efficaci, occorre un percorso formativo che parta da un lavoro su di sé, che miri al cuore di se stessi e delle cose che ci circondano.
Così si crea uno “spazio”, un varco che mette (stavolta davvero) in comunicazione il nostro interiore con quello dell’altro (o degli altri).
A quel punto non conta se ciò che esce sono parole dette o scritte, musica, gesti, sguardi, odori.
Quel che accade è qualcosa di magico.
E’ il contatto “da Cuore a Cuore” caro alla tradizione Zen.
A quel punto comunicare è, innanzitutto, essere.
Ed essere……è comunicare!










