Teatro, Azione, Comunicazione

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L’ARTE DELL’ATTORE E’ LA VIA DELL’AZIONE CONSAPEVOLE

Il teatro può essere considerato come l’insieme di tutte le arti.

Essenzialmente esso è uno spazio in cui qualcuno può agire e comunicare qualcosa a chi lo osserva.

La via dell’azione consapevole, quindi, è quella via che può trasformare una persona qualunque in una persona in grado di agire e comunicare, in un attore.

L’arte dell’attore è un arte raffinata, complessa e formativa allo stesso tempo.

Inoltre essa è, per certi versi, un’arte globale che si pone prima e durante ogni tipo di performance artistica.

Attore infatti è colui che, innanzitutto, sa essere presente ed agire nello spazio attraverso un atto (sia esso fatto di parola, danza, gesto, canto o persino pittura e scultura) che comunica qualcosa trasformando chi lo compie e chi lo assiste, un atto poetico (creativo).

Infatti non solo recitare nel senso comune del termine, ma cantare o ballare sono atti che, senza il supporto della presenza e dell’ interpretazione di chi lo compie, diventano atti vuoti, freddi, privi di vita.

Ecco allora che imparare ad essere presenti e comunicativi, significa imparare l’arte dell’incanto, i segreti celati dietro un atto poetico, che scaturisce dalla presenza e nella presenza si amplifica per risuonare nell’aria e nei cuori di chi lo osserva.

Il lavoro formativo che un attore dovrebbe svolgere per essere tale riguarda tutti i livelli del proprio essere:

1)  Lavoro corporeo, per liberare questo dalle tensioni e posture croniche che rappresentano “personaggi” dai quali non sappiamo liberarci e rendere il corpo il più possibile libero di esprimersi; diventare consapevoli del corpo per poterlo gestire più facilmente ed esprimere attraverso di esso ciò che sentiamo o immaginiamo

2)  Lavoro emotivo, naturalmente collegato al lavoro sul corpo per utilizzare quest’ultimo al fine di esprimere le varie emozioni, sperimentare quelle che non siamo abituati a vivere e gestire quelle che di solito ci controllano; l’emotivo è molto collegato al respiro ed alla voce e quindi per questo livello liberare la voce e imparare a prenderne coscienza scoprendone le varie potenzialità significa navigare il mare del proprio mondo emotivo

3)  Lavoro mentale, va dallo studio del teatro, dei suoi protagonisti e dei teorici che hanno apportato in esso delle innovazioni al lavoro più specifico sulla consapevolezza dei propri pensieri, delle proprie convinzioni limtanti e sulla capacità di concentrarsi e gestire il proprio mondo immaginativo; in particolare l’immaginazione è una facoltà che richiede grande capacità di osservazione e concentrazione e permette di acquisire padronanza del proprio mondo interiore fino alla capacità di modularlo per entrare in diversi stati di coscienzacirque_du_soleil

Esiste poi un aproccio più sintetico e rapido ma per certi versi più difficile da attuare, almeno quando si è all’inizio.

Apprendere l’arte di gestire il proprio mondo immaginativo e utilizzarlo per cambiare stato di coscienza significa poter accedere ad una risorsa fondamentale.

Infatti ciò che avviene nel nostro interno causa ciò che avviene all’esterno.

Cambiare stato di coscienza significa trasformare l’intero sistema corpo-mente in modo integrato.

Questo significa che si può imparare ad entrare ed uscire in diversi personaggi con una semplice scelta, una sorta di “switch” mentale che, istantaneamente, trasforma l’intero essere.

Qui siamo ad un livello più profondo e  riguarda la presa di coscienza della propria presenza, il proprio centro direttivo.

A questo punto è possibile intuitivamente cogliere la connessione fra la scienza e arte del comunicare e il lavoro della pratica teatrale.

Connessione biunivoca poiché si può apprendere l’arte dell’attore per diventare bravi comunicatori nella vita e nel lavoro e si può approfondire l’arte della comunciazione efficace per migliorarsi come attori.

Ciò che serve è soltanto un po’ di creatività che pemetta di trasferire ciò che si apprende da una delle due discipline a adattarla all’altra.

Per esempio chiunque sa riconoscere un attore pessimo per il fatto che appare finto, e al contrario apprezzare la bravura di un altro perchè appare sincero e naturale.

Quindi possiamo imparare l’arte di essere autentici, congrui e quindi sinceri e naturali e trasferirla nella vita cercando di ritrovare il più possibile quella consapevolezza di se stessi che permette l’espressione vera del nostro essere in quel momento.

Viceversa entare in contatto con il nostro mondo interiore, i nostri pensieri e le nostre emozioni ci fornisce un bagaglio di competenze utilissime per diventare bravi attori.

Se sei interessato/a al Laboratorio Teatro-Arte Oggettiva (Il Teatro come ricerca di sé) contattami.

 

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