Un Manuale d’uso per…il Cervello

Tratto da:

Cervello. Manuale dell’utente.

di Marco Magrini

5.0 Installazione

Il suo cervello le viene consegnato pre-installato. Non c’è quindi bisogno di complessi collegamenti o settaggi per farlo funzionare. Tuttavia, richiede una certa cura nella fase di avvio, che si estende ai primi anni di vita, nonché nella manutenzione.

Per un corretto funzionamento, è bene prendersi cura sin dall’inizio della qualità del rifornimento energetico (comunemente conosciuto come cibo), degli indispensabili cicli di recupero e assestamento (il sonno) e dell’efficienza di tutte le periferiche meccaniche (l’esercizio fisico).

Le ricordiamo che il prodotto le viene offerto non coperto da alcuna garanzia.

5.1 Prima dell’avvio

È un evento straordinario e ordinario al tempo stesso. È meraviglioso e misterioso. È quasi perfetto, ma imperfettibile. È l’assemblaggio del cervello, il processo lungo nove mesi che precede l’avvio della macchina più bella e complicata del mondo.

Tre settimane dopo l’inizio dei lavori, quando la fabbrica materna non è neppure informata di quel che sta accadendo, alcune cellule staminali cominciano già a riprodursi e a differenziarsi. Sono le cellule dell’ectoderma, il più esterno degli strati germinali che compongono il piccolissimo embrione, pronte a specializzarsi: possono diventare le progenitrici della pelle, dello smalto dei denti oppure dei neuroni. In quest’ultimo caso, il neuroectoderma si organizza per costituire il cosiddetto tubo neurale: in pratica, la fabbrica dei neuroni.

La catena di montaggio è già in moto. I nuovi neuroni cominciano a migrare verso la destinazione finale che, misteriosamente, conoscono: seppur all’interno di un embrione di pochi centimetri, alle loro dimensioni (circa 0,4 micron, milionesimi di metro), si tratta di un viaggio lunghissimo. Dopodiché, una volta arrivati a destinazione, iniziano ad assumere le proprietà tipiche di quella precisa zona cerebrale. Sviluppano i dendriti e anche l’assone, che preludono alle prime sinapsi. […]

[…] Lo sviluppo neronale viene solitamente diviso in due parti. Nella prima, sono in funzione i meccanismi indipendenti dell’attività sensoriale: è giustappunto la fase di assemblaggio, governata dalla fabbrica biologica (il cibo, il sonno, l’esercizio fisico e le emozioni della mamma), ma soprattutto dalle istruzioni del DNA. In poche parole, è la natura. Nella seconda, altrettanto cruciale, lo sviluppo dipende invece dall’attivazione dei meccanismi sensoriali al momento stesso della nascita. È l’esperienza diretta con il mondo – tattile e visiva, uditiva e sensitiva – che aggiunge, modifica o elimina le sinapsi che distinguono un essere umano da ogni altro. In poche parole, è la cultura.

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