16/05/11 By Andrea

AMARE CIO’ CHE E’ PERITURO

Chi si avventura nella ricerca di qualcosa di più della sola realtà materiale, anche solo dal punto di vista intellettuale capisce che un aspetto importante è il non-attaccamento.

Capisce che è necessario distaccarsi dai legami con oggetti o persone e riuscire ad amare ciò che è più profondo, interiore, se non addirittura spirituale.

Se continua nella sua ricerca, con il giusto impegno e la giusta costanza, forse, inizia davvero a farlo.

Ed è  a quel punto che si trova davanti una nuova prova, un nuovo agguato.

Se riesce ad “innamorarsi” di ciò che sta (o potrebbe stare) “oltre”,comincia a disprezzare ciò che invece si tocca e si possiede.

E magari ne è orgoglioso.

Eppure, qui si cela l’inganno.

O almeno questa è la mia idea, anzi la mia esperienza interiore e so che potrà far storcere il naso a molti “ricercatori spirituali”.

E’ certo che l’attaccamento alle cose ed alle persone non è amore.

Ma, a mio parere, è altrettanto certo che amare le cose di questo mondo, le persone che ci circondano, questa terra e la sempre mutevole manifestazione richiede ancora più coraggio.

Si consiglia giustamente di non attaccarsi ad esse perchè sono impermanenti. Sono destinate a cambiare e a perire.

Invece le cose “elevate” alle quali crediamo sono imperiture.

Ecco il punto. Amare qualcosa che possiamo rischiare di perdere è eroico.

E’ eroico amare una donna o un amico sapendo che potrebbero cambiare o, ancora peggio, ammalarsi o morire.

E’ eroico amare un figlio che rischia di ammalarsi, o, nel migliore dei casi, di fare la sua vita e non quella che noi vorremmo per lui.

E’ eroico perfino amare un’auto o un bene materiale sapendo che potrebbe guastarsi o esserci rubato.

E’ eroico cercare di diventare ricchi sapendo che così rischieremo di essere derubati e, soprattutto, che una volta lasciato questo corpo non potremmo portarci via niente.

In fondo, forse, quando ce ne andremo ci porteremo via solo la nostra capacità di amare.

E se avremo amato persino ciò che è destinato a finire, allora sapremo un pò di più cos’è l’Amore incondizionato, quello che non chiede niente in cambio.

Paradossale. Riconoscere il Sacro in ciò che si mostra come profano ci conduce a vedere il Sacro ovunque.

La condizione mortale come “prova”. La “caduta” come possibilità di sperimentare ciò che neanche gli “dei” possono.

Affrontare la caducità delle cose con lo stesso Amore per le cose eterne.

L’Uomo fra Cielo e Terra.

Che può trascendere entrambi.