Nuova Scienza della Mente

La mente, intesa come coscienza, nella sua essenza naturale è un campo.

Un campo di energia intelligente contenente infinite possibilità vibratorie e, quindi, infinite informazioni.

Partendo da questo presupposto, allora possiamo considerare il pensiero non più come qualcosa di astratto, di non-esistente, ma come sostanza.

Per la precisione possiamo considerare il pensiero come un pacchetto di energia con  vibrazione specifica.

Ciò che chiamiamo materia fisica, d’altro canto, non è che un pensiero (pacchetto energetico vibratorio) ad un determinato livello di vibrazione.

Vista da questo punto di vista, la materia non è che la condensazione di un pensiero, e quest’ultimo una rarefazione della materia, proprio come il ghiaccio è acqua condensata e questa ghiaccio sciolto.

Quando dalla materia passiamo al pensiero (dal ghiaccio all’acqua), ci possiamo rendere conto che quest’ultimo, a sua volta, può diventare sempre più rarefatto, proprio come la stessa acqua può evaporare.

Ritornando al corpo, non dobbiamo dimenticare che quello che chiamiamo corpo non è che il risultato dell’elaborazione cerebrale delle informazioni elettromagnetiche che arrivano al cervello il cui risultato è una percezione.

Di fatto tutto è mente e il pensiero (e non l’atomo), è il basilare costituente della Realtà.

In un vastissimo continuum che va dal campo unico, infinito, la Mente unica intesa come campo di energia intelligente ancora non formato (Il Vuoto quantico, il Campo di Punto Zero), fino alle infinite forme cristallizzate che costituiscono l’Universo visibile ai sensi fisici.

Il cervello, questo incredibile organo di cui comprendiamo ancora davvero pochissimo, fa da trasduttore. Riceve gli stimoli del campo di energia cosciente e, nei limiti dell’individualità in cui è incarnato, ne raccoglie, filtrandole, delle informazioni.

Questo produce la mente individuale, in misura di quanto vi sia piena coscienza e integrità strutturale di chi percepisce.

Altrimenti vi è quel guazzabuglio confuso di pensieri ed emozioni che muovono la personalità condizionata e meccanica.

Questa sono i presupposti teorici di base della Nuova Scienza della Mente.

Una Nuova Scienza, paradossalmente, antica più dell’Essere Umano.

Gli apporti di questa Nuova Scienza della Mente arrivano dalla Fisica Quantistica, dalla Biologia Molecolare, dalle Neuroscienze, e dalla Noetica, che confluiscono nel Nuovo Paradigma Olistico.

Altri contributi (nonché applicazioni operative) provengono dal Movimento Transpersonale nel campo della Psicologia, della Medicina e a sua volta in continuo dialogo con le altre scienze.

Ma le osservazioni provenienti da questi campi di ricerca  sono ritrovabili, con terminologie differenti e non sempre così in evidenza, in antiche filosofie e metodologie magiche e spirituali, quali, ad esempio:

  • Il Buddhismo (In particolar modo quello di stampo Tibetano)
  • Lo Dzogchen (particolare Via appartenente alla Tradizione Tibetana e precedente al Buddhismo)
  • Il Tantrismo
  • Lo Yoga e il Vedanta
  • Le varie forme di Sciamanesimo
  • La Tradizione Magica e Alchemica Occidentale (in particolare quella riemersa nel periodo rinascimentale)
  • La Massoneria e i Rosacroce
  • Il Taoismo
  • Il Cristianesimo (Qui, ad oggi, è meno visibile ma riscontrabile persino nei quattro Vangeli riconosciuti)
  • La Cabala Ebraica
  • La Teosofia

Quindi, in realtà, la Nuova Scienza della Mente non è nient’altro che il ritorno di una saggezza ancestrale presente in tradizioni antiche ed emergente nelle nuove ricerche scientifiche, consapevolmente unificate, per creare una scienza  che sarà caratterizzata da:

  1. Visione Unitaria
  2. Espressione molteplice
  3. Apertura a sempre nuovi apporti

 

La Nuova Scienza della Mente è in realtà un Nuovo modo di espressione di quell’Unica Scienza che, in un percorso a spirale, si è espressa in modi consoni ai tempi di espressione e, soprattutto, agli esseri umani che ne sono stati messaggeri.

Di certo non troverete queste informazioni nella maggior parte delle scuole o delle università ma, a dispetto di chi le confonde con fantasie new age, rappresentano la punta di un iceberg che, silenziosamente ma inesorabimente, sta puntando dritto verso la scienza accademica odierna.