Dal paradigma della competizione al salto di coscienza: una lettura transpersonale delle scelte personali e collettive nel tempo del cambiamento.
Un bivio che riguarda tutti, oggi più che mai
Ogni essere umano si trova più volte nella vita davanti a scelte decisive, ma il momento storico attuale rende questo bivio particolarmente evidente anche a livello collettivo.
Paura o fiducia non sono solo stati emotivi, ma modalità profonde di stare nella realtà.
Questo snodo attraversa la vita personale, affettiva, lavorativa e creativa, e allo stesso tempo riflette una transizione che coinvolge l’intera umanità.
Il paradigma della paura: competizione, scarsità, attacco-fuga
La cultura dominante ha educato generazioni intere a interpretare la realtà attraverso il paradigma della paura.
La vita viene percepita come una gara in un contesto di scarsità, dove qualcuno vince e qualcuno perde.
In questo schema, le risposte automatiche sono quelle dell’istinto animale: attacco o fuga.
Anche quando si sceglie di non combattere, si rimane comunque intrappolati nello stesso campo di gioco, accettandone implicitamente le regole.
L’illusione del bivio orizzontale
Il presunto bivio tra attaccare o ritirarsi è solo un’illusione. Entrambe le opzioni appartengono allo stesso paradigma, quello della paura. Cambiano le strategie, ma non la visione di fondo.
In questo schema non c’è spazio per soluzioni creative, cooperative o realmente evolutive.
La paura diventa il principio regolatore delle decisioni, generando conflitto, violenza esplicita o sottomissione silenziosa.
La fiducia come salto verticale di coscienza
La vera alternativa non si trova sullo stesso piano, ma richiede un salto verticale.
La fiducia non è una scelta ingenua né un calcolo più ottimistico: è un cambio di livello di coscienza.
Significa uscire dalla competizione, trascendere la logica della misura e del confronto, e attingere a una fonte interiore più profonda, dove il valore dell’essere non dipende dai risultati né dal riconoscimento esterno.
Oltre il giudizio: collaborazione e dignità dell’essere
In una prospettiva transpersonale, l’identità non è ridotta alla personalità in competizione, ma radicata in un senso di essere che è già pienamente legittimo.
Da questo punto di vista, non è necessario vincere per esistere né perdere per essere esclusi.
Quando il giudizio e la misura decadono, diventa possibile una relazione fondata sulla collaborazione, sul rispetto delle differenze e su soluzioni più ecologiche per tutti.
Un cambiamento individuale che contribuisce al cambiamento collettivo
Il passaggio dalla paura alla fiducia non è solo una scelta personale, ma un atto che genera risonanze più ampie.
Ogni individuo che compie questo salto contribuisce, nel proprio piccolo, a un cambiamento di paradigma che coinvolge l’intera umanità.
In un momento di transizione storica, lavorare su di sé significa anche partecipare a un’evoluzione collettiva più ampia, basata su fiducia, cooperazione e consapevolezza.
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