Non sprecare neanche un minuto dei tuoi giorni…

Tratto da:

Il Monaco che vendette la sua Ferrari

di Robin Sharma

 

Julian fece un ultima considerazione a proposito del tempo.

“Non ti ho detto la cosa più importante, John. Smetti di vivere come se davanti a te avessi ancora cinquecento anni. Quando Divea mi regalò la piccola clessidra mi diede un consiglio che non dimenticherò mai”.

“E quale?”

“Il momento migliore per piantare un albero sarebbe stato quarant’anni fa, il secondo è adesso. Non sprecare neanche un minuto dei tuoi giorni. Devi acquisire una mentalità da letto di morte”.

“Scusa?” L’interrompi turbato. “Credo di non aver capito bene… Mentalità da letto di morte?”

“Intendo un nuovo modo di considerare la vita che ti infonderà molta più energia: ricordandoti che ogni giorno può essere l’ultimo, non potrai che assaporarlo appieno”.

“Ma mi sembra un po’ macabro… mi fa pensare alla morte”.

“Invece una filosofia che inneggia alla vita. La mentalità da letto di morte e farà si che la mattina ti svegli domandandoti: “Cosa farei se questo fosse l’ultimo giorno della mia vita? Come tratterei la mia famiglia, i colleghi, gli sconosciuti?” Sono sicuro che faresti mille cose con estremo entusiasmo, traendo il massimo da ciascun istante. Il pensiero di avere i giorni contati basterebbe a cambiare la tua vita”.

Julian continuò: “Abituati a sperimentare tutto senza mai tirarti indietro. Libera ogni energia e indirizzala verso i tuoi desideri. Non avere paura di sognare, non accettare una vita mediocre. Trova il coraggio di attingere alle tue più nascoste risorse. È un tuo diritto!”

“Questa sì è roba forte”.

“E c’è dell’altro. Conosco un semplice trucco per spezzare il sortilegio del senso di frustrazione che affligge tanta gente”.

“La mia tazza è sempre vuota”, ribadii con umiltà.

“Agisci come se sbagliare fosse impossibile, e il successo sarà assicurato. Spazza via ogni pensiero che ti distolga dal tuo obiettivo, materiale o spirituale che sia. Osa, e non porre limiti alla tua immaginazione. Non restare mai prigioniero del passato, ma sii l’architetto del tuo futuro: ti rinnoverai di continuo, trovando motivazioni sempre diverse”.

Era ormai mattina e la città si stava risvegliando. Il mio amico cominciava a dare i primi lievi segni di stanchezza dopo una notte trascorsa a trasmettere la sua sapienza a un allievo assetato di cambiamento. Tuttavia ero sgomento di fronte alla sua resistenza. Forse un giorno anch’io avrei potuto contare su quell’entusiasmo e quella forza che animavano Julian.

“Siamo quasi arrivati al termine della spiegazione del racconto, e si avvicina il momento in cui dovrò lasciarti”, mi disse soavemente Julian. “Sai, mi restano tante cose da fare, e tante persone da incontrare”.

“Dirai ai tuoi soci che sei tornato a casa?” chiesi cercando di dissimulare la mia curiosità.

“Non credo proprio, no… Il Julian Mantle che loro conoscevano molto cambiato. Penso in modo diverso, vesto in modo diverso, faccio cose diverse… in una parola, non sono più quello. Non so neppure se mi riconoscerebbero”.

“Beh, sì… sei davvero un uomo nuovo”, convenni, sorridendo il pensiero di vederlo salire sulla rombante Ferrari, che era stato il suo orgoglio, in tunica da santone.

“Sarebbe più giusto dire che sono un nuovo essere”.

“Non vedo la differenza”, obiettai.

“Conosci il vecchio detto indiano: noi non siamo essere umani che vivono esperienze spirituali, siamo esseri spirituali che vivono un’esperienza umana? Ora ho capito qual è il mio ruolo nell’universo: so chi sono, non sono più nel mondo… È il mondo che è dentro di me“.

“Credo che questo concetto dovrò masticarlo un po’ prima di digerirlo”, ammisi in tutta sincerità.

“Lo credo, amico mio… Ma non ti preoccupare: verrà il momento in cui le mie parole ti saranno chiare. Se applicherai le tecniche che ti ho insegnato e diventerai padrone della tua esistenza, comprenderai il senso della tua vita, un puntino sulla tela immensa dell’eternità.

Capirai finalmente chi sei e qual è lo scopo supremo della tua vita”.

” Vale a dire?”

“Renderti utile. Puoi abitare in una casa da sogno o girare in fuoriserie, ma esiste solo una cosa che ti seguirà fino al termine dei tuoi giorni: la tua coscienza. Ascolta la tua coscienza e lascia che ti guidi: Ti dirà che la tua vocazione aiutare gli altri disinteressatamente, nella forma che ti è più congeniale. Questo mi ha insegnato il mio peregrinare; e ora devo incontrarmi con gli altri, aiutarli e guarirli. La mia missione sarà diffondere la sapienza dei Saggi di Sivana fra tutti quelli che ne hanno bisogno. Questo il mio scopo supremo”.

Anche un’anima non illuminata come la mia vedeva chiaramente come il fuoco della conoscenza avesse acceso il cuore del mio amico: tanto era appassionato, pieno di fervore, e tutto preso dalla sua dottrina. D’altra parte, la sua trasformazione da vecchio avvocato malaticcio in giovane atleta snello e muscoloso non poteva essere frutto solo di una dieta sana e di un po’ di ginnastica. Nel suo viaggio con le grandi montagne Julian si era cibato di un alimento molto più nutriente. Avevo scoperto un segreto vanamente inseguito nei secoli. Si trattava di qualcosa di più grande del segreto della giovinezza o dell’appagamento, più grande della felicità. Jukian aveva scoperto il segreto dell’io.

 

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Il Monaco che Vendette la Sua Ferrari

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