Verso una Nuova Leadership – Parte Terza

Come concluso nella seconda parte di questo post (leggi qui la seconda parte e qui la prima), un Leader degno di essere chiamato tale sembra assomigliare ad un monaco.  O, per la precisione, ad un Monaco-Guerriero, richiamando e incarnando in sé quell’Archetipo eterno che possiamo anche definire del Cavaliere. E’ una figura speciale, che rappresenta un esempio e una guida, e che integra in sé differenti aspetti, come ad esempio quella dello sciamano che, per la tribù, può essere sia Maestro spirituale che guaritore e leader politico.

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IL BLOG STA CAMBIANDO

Come qualcuno avrà già notato questo blog sta cambiando.

E’ un cambiamento graduale e non so dirvi quando sarà completo.

Ogni periodo di cambiamento, in fondo, è un pò caotico ed è difficile comprendere subito, in itinere, dove si stia andando a parare.

In realtà io so benissimo qual’è il cambiamento in atto, che riguarda sia il design che i contenuti e so anche come sarà alla fine.

Ma lascio che avvenga con i suoi tempi, passo dopo passo.

E’ nato un progetto. O meglio, ha iniziato a prendere una forma più precisa l’intento che mi accompagna da una vita.

Quell’intento, inizialmente inconscio, che mi ha portato a cercare di capire chi sono, chi è l’essere umano, cosa ci fa qui, cosa può fare qui, cos’è la vita, il mondo…

…insomma, ciò che mi ha spinto a pormi le domande eterne della Filosofia e a cercare risposte non solo  intellettuali, ma pratiche, utili a vivere una vita felice.

E che mi ha fatto incontrare persone, straordinarie e non, discipline, pratiche, rituali, conoscenze, piccoli e grandi tesori.

Che mi ha mosso verso lo studio della psicologia e mi ha fatto approdare alla psicologia transpersonale e alla Biotransenergetica.

E che, pur in modo silenzioso, misterioso e quasi invisibile, mi ha mostrato e continua a mostrarmi piccoli tasselli di una immensa Tradizione Originaria, celata non in strani e antichi libri ma nel mio Cuore.

Ora quell’intento è per me più manifesto, e questo, com’è naturale che sia, mi sta portando a  delineare meglio il progetto e a presentarlo in modo più preciso.

So per esperienza che ogni processo fluisce e, quindi, il cambiamento è continuo.

Ciò che rimane però è l’essenza, ed è quella che mi impegno a mantenere.

Quindi il cambiamento sarà nella forma e nella complessità dei contenuti.

L’essenza è sempre, e non può essere altrimenti, niente di più e niente di meno di ciò che sono.

Il mio essere che si esprime nel mondo.

A cambiamento avvenuto, sarei felice di ricevere un vostro feedback!

Grazie e a presto.

Andrea

 

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TRA IL DIRE E IL FARE…

…non c’è un bel niente, se non la nostra inconsapevolezza sui nostri processi mentali.

Ogni azione che compiamo è l’effetto di un pensiero-intento che possiamo dire o non dire ma che comunque precipita nella realtà.

Non cogliendolo, ci accorgiamo soltanto dopo di ciò che è avvenuto e, magari, troviamo giustificazioni o pretesti per spiegare ciò che abbiamo o non abbiamo fatto e ottenuto.

Quando diciamo cosa vogliamo e percepiamo una distanza dal suo realizzarsi, non stiamo facendo altro che enunciare un intento che ci è passato per la testa, senza prenderci cura di sapere se è ciò che veramente vogliamo o se abbiamo semplicemente pescato un pensiero dal passato o da quello che “sappiamo” su noi stessi, sulla vita e sulla realtà.

Ciò che accade meccanicamente (descritto prima), può accadere anche consapevolmente.

Anzi, accade, quando sappiamo davvero cosa vogliamo.

Avete mai visto un bambino che vuole qualcosa? La totalità del suo essere si protende verso ciò che vuole, a prescindere dagli ostacoli che può incontrare. Magari non ce la fa (perché magari gli viene vietato), ma comunque il desiderio e l’azione in lui sono una cosa sola.

Se pescate nel vostro passato troverete sicuramente un’esperienza di totale dedizione a raggiungere uno scopo, senza neanche porvi il problema di pensare prima alle possibili difficoltà.

E allo stesso modo potete accorgervi di quante volte all’intento seguono i vari : ma, però, se non ci fosse etc.

Certo, con una buona dose di volontà e senso del dovere potremmo compiere comunque quell’azione, e fare i bravi ragazzi “con le palle”.

Ma se invece imparassimo a conoscere noi stessi e, oltre ogni ragionevolezza, accogliere quei flash, insight chiarissimi, che spontaneamente ci conducono all’azione?

E se cominciassimo a capire che se sorgono dei ma o però significa che in fondo in fondo, almeno in questo momento, la cosa non ci interessa davvero?

Se smettessimo di prendere la scusa del “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” e cavalcassimo quel ponte che ci conduce di là o, addirittura, scoprissimo di avere le ali per arrivare in pochi battiti di ali?

Se ci rendessimo conto che non esiste il tempo e quindi neanche la distanza e che, potenzialmente, potremmo manifestare qualsiasi cosa in questo istante se davvero lo volessimo?

Ecco, questo il punto. Se davvero lo volessimo. Ma confondiamo la volontà o con la forza bruta o con quei miliardi di associazioni neuroniche meccaniche che ragionano su cosa andrebbe fatto e si fanno tutto il progetto di come farlo.

La vera volontà è un pensiero che agisce, un intento che muove, una leva che senza sforzo può sollevare il mondo.

La vera volontà è visione di ciò che non può far altro che essere, e quindi è.

La vera volontà è un unico pensiero-immagine su di uno sfondo vuoto.

La vera volontà non ha proprio idea di cosa sia lo sforzo, a meno che con questo termine non si intenda semplicemente l’energia che, investita dal pensiero, permette la sua realizzazione nell’azione.

Il che assomiglia così tanto ad un amplesso che chiamarlo sforzo mi sembra offensivo!

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IL SERPENTE CHE VEDE

C’era una volta un serpente, attorcigliato in se stesso e dormiente.

Un giorno fu svegliato da un bastone perfettamente verticale sul quale era incisa la parola “INTENTO”.

Spinto da un impulso interiore iniziò a danzare attorno al bastone, salendo, salendo, salendo sempre di più.

Sempre più velocemente salì finché arrivò in cima al bastone.

Lì vide la Sfera di Cristallo e guardò nel suo Centro..

Interi universi, suoni e luci d’arcobaleno presero forma e danzarono in quello spazio sferico.

E quella spirale divenne un unico movimento: un serpente danzante attorcigliato

intorno ad un bastone che guardava in una sfera.

A quel punto il serpente che osservava sparì,

perché scoprì di essere quello al Centro della Sfera, e la Sfera stessa.

E il suo nuovo nome fu: IL SERPENTE CHE VEDE.

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