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La neve che cade in questi giorni, il bianco silenzioso che invade le nostre strade, blocca le macchine e le comunicazioni, insieme a tutta quella parte di natura, piante e animali, ancora visibili in città, sembra dirci:
Fermati. Fermati un istante, un’ora, magari anche un giorno intero. Fermati e renditi conto di quanta libertà ti stai giocando. No.
Non c’è bisogno di rinuniciare alla tv, all’auto, al lavoro, alle cene con gli amici, per sempre. Ma sappi che se non sei disposto a lasciarle anche solo per un istante, allora ne sei dipendente. E se ne sei dipendente non puoi amarle.
Ama tutto ciò che ti lega, abbi il coraggio di vivere in questo mondo fatto anche di cellulari e tv satellitare.
Ma ricordati sempre, in ogni istante, della silenziosa Presenza che ti abbraccia e abbraccia tutto questo. Ricordati della Vita che contiene tutto il resto.
Non rinunciare a nulla.
Ma non dare mai niente per scontato.
Sii presente silenziosamente ad ogni atto, anche il più superficiale e “tecnologico”, così come fa la neve che silenziosamente cade su ogni cosa e, senza sforzo e senza confusione, inesorabilmente mostra il suo esserci in modi, evidentemente, difficilmente non visibili.
Ascolta il suono della neve.
Quello è il suono della libertà interiore.
Da ricordare quando tutto ripartirà come prima o, forse, ancora più velocemente.
Questa si che sarebbe una bellissima rivoluzione!
Magari non cambierà le cose, ma chi può negare il piacere estatico di danzare liberamente tutti insieme fermando il traffico frenetico e meccanico del continuo rincorrere il nulla delle strade e della città?
Esistono un sapere e un saper fare che si possono ottenere soltanto passando per l’Essere.
E rappresentano il segreto del vero potenziale umano.
Un grande errore, dal quale deriva il relativo pregiudizio, è quello di considerare la ricerca dell’Essere come qualcosa di puramente ascetico, che non ha nulla a che vedere con l’azione ma che, anzi, ne intralcia lo svolgersi in modo efficace.
Niente di più falso.
Dalla tradizione Zen all’esperienza di antichi guerrieri o samurai.
Dai testi sacri dell’India a quelli del Buddhismo Tibetano.
Dai testi ermetici al sapere segreto dei maghi rinascimentali.
E in fondo in ogni tradizione magica e spirituale di ogni tempo, se si va a fondo e senza pregiudizi, si può riconoscere come da un lato l’azione consapevole sia di per sé una via efficace alla conoscenza, e di come dall’altro la comprensione dell’Essere possa permettere l’accesso a potenzialità fino ad ora sconosciute.
L’essere umano privo di consapevolezza è un essere meccanico, condizionato, obbligato a ripetere ogni giorno gli stessi errori.
Certo, anche ad avere gli stessi successi.
Di fatto, però, non può essere creativo, non può crescere e, di certo, non può che affrontare le crisi lamentandosi o sperando di ritornare al passato.
Un essere umano consapevole di sé, invece, è un essere umano libero, la cui azione ha effetti oggettivi di trasformazione della realtà.
Il mondo di oggi ha deturpato, dimenticandone il vero significato, il concetto di Guerriero, Cavaliere o Eroe.
Principi quali Lealtà, Coraggio, Servizio, Forza d’Animo, Integrità, Dignità sono relegati al mondo delle fiabe o considerati anacronistici.
Eppure oggi come in passato si può decidere di vivere la propria vita quotidiana da Eroe o da schiavo.
Questo non ha a che fare con il lavoro che si svolge, o con il conto in banca.
Una vita eroica è un modo di vivere.
E’ un modo d’Essere e di agire.
O meglio, è ciò che deriva da chi fa scaturire la propria azione dall’Essere.
Dare la priorità all’Essere significa garantire all’essere umano una Via verso la propria realizzazione, materiale e spirituale.
Nelle teorie e nelle tecnologie della Tradizione viene data particolare importanza a ciò che rappresenta l’anello mancante della scienza meccanicistica e di conseguenza di tutti gli ambiti formativi e terapeutici che ad essa fanno riferimento: l’Energia Vitale.
Secondo la Tradizione niente può esistere senza di essa ed è per suo tramite che possiamo trasformare la realtà.
Secondo la Nuova Scienza siamo immersi in un campo di energia e possiamo consapevolmente entrare in contatto con esso attraverso i nostri pensieri-sentimenti e influenzare così la realtà.
L’energia spirituale è stata indicata con Mana, Zoè, Awen, Shakti, Vril, Magia, Ki, Mente, Spirito Santo, o Campo.
E anche con Psiche, nel suo significato etimologico di Anima intesa, nella sua essenza, come soffio vitale, Spirito.
Nella Psicologia, dalla “libido” di Freud fino all’ “energia psichica” di Jung, e passando attraverso la Bioenergetica di Lowen (grazie anche al precedente lavoro di Reich), si arriva all’approccio Transpersonale che re-integra il significato etimologico di Psiche e la fondamentale importanza data all’Energia Vitale, al Soffio, allo Spirito.
In qualunque modo tu voglia chiamarla, una Forza esiste.
E’ nell’aria che respiri, nell’acqua che bevi, nel vento fra le foglie degli alberi e nel suono che ne scaturisce.
La Forza è ovunque.
E’ nell’energia che si scatena quando fai l’amore o nel sorriso di un bambino.
E’ la Volontà che muove ogni cosa, o l’Amore se preferisci.
E’ la Presenza celata in ogni cosa e, quindi, anche la tua stessa presenza.
Per entrare in contatto con Essa occorrono Padronanza e Ricettività.
Esse sono come il Fuoco e l’Acqua e servono entrambi in un rapporto equilibrato e perfetto.
Il Fuoco della Padronanza è la Volontà che ti permette di non perderti nella Ricettività.
Ma è quest’ultima che crea l’apertura del Cuore necessaria.
Per sentire e ricevere la Forza occorrono pace e silenzio.
Sii quieto, rilassato, e sentirai la Forza.
Tradizione. Antichità. Primordi.
Termini spesso fraintesi, abusati e anche, a volte, persino derisi.
Eppure sono termini che, come mappe di un tesoro, potrebbero esserci d’aiuto.
Proprio in questo periodo così confuso e pieno di motivi per aver paura del futuro.
Ecco perché ho deciso di proporre per l’inizio di questo 2012 un brano che, a mio parere, possa fornire degli spunti di riflessione interessanti rispetto ai suddetti termini.
E il mio augurio è che tali spunti possano significare per voi l’inizio di una ricerca verso un miglioramento reale in tutti gli ambiti della vostra vita.
E anche, se vi va, l’inizio di un crescente sincero desiderio di migliorare questo “mondo moderno” in decadenza.
PS: il testo non è breve, ma vale la pena leggerlo tutto. E’ interessante sapere che è un testo scritto nella prima metà del ‘900 e non di recente! Buona lettura!
Da milleni, in diverse culture e in diversi modi, in questi giorni viene celebrata la nascita di quel Sole che, in realtà, non sorge e non tramonta mai, non nasce e non muore mai.
E’ il Dio Sole, o Mitra, o Saturno, o Cristo.
E’, soprattutto, il Sole Interiore, il Sé che anche nella più buia delle notti non smette di Essere e, prima o poi, troverà il suo Natale.
Festeggiare questo giorno è, prima di tutto, celebrare l’invincibilità del Sé.
Non Lui muore e quindi non nasce.
Siamo noi a dimenticarLo oppure a ricordarLo e, quindi, manifestarLo.
Puoi celebrare il Natale, volendo, con un solo piccolo atto interiore: il ricordo di te.
Ogni volta che ti ricordi di te stai guardando il Sé e, quindi, il Sole Invincibile.
Allora,
BUON NATALE.
Ho avuto la fortuna di seguire una lezione direttamente da Marco Massignan, scrittore di diversi libri e traduttore di tanti altri ancora, ricercatore ed esperto di società tribali e sciamanesimo, di cui ha un’esperienza diretta in particolare con le culture del nord america.
E’ il creatore del metodo delle “costellazioni rituali”. Potete trovare maggiori informazioni sul suo sito.
Questa è una breve intervista, ma credo che sia una persona di cui approfondire la conoscenza.
Buona visione!
L’atto poetico è un atto creativo.
Credere che la poesia sia presente sono negli scritti di alcuni autori (peraltro alcuni pieni di Potenza e Sapienza) significa precludersi una visione più ampia e appagante.
Poetico può essere un gesto, un canto, una danza, un atto pienamente consapevole e spontaneo.
Poetico può essere anche fare un semplice caffè, cucinare, o semplicemente lo sguardo di una ragazza, un uomo, o un bambino.
La natura è poetica. Il mare, il cielo, gli alberi, i fiori che sbocciano e appassiscono, il susseguirsi delle stagioni, le stelle, la vita e la morte delle cose naturali.
In realtà qualsiasi cosa può essere poetica.
Questo perché la poesia è la qualità intrinseca delle cose e non le cose stesse.
Un gesto non è poetico di per sé. E’ il modo che lo rende tale. Più precisamente la consapevolezza e la potenza del gesto. Ciò che lo rende spontaneo, naturale e vivo.
Il fatto che bisogna essere ciechi per non percepire queste qualità nella natura, da solo, basterebbe per provare che tutto è vivo nell’Universo e che esiste un’Intelligenza che crea, guida e distrugge le forme.
Oggi fortunatamente la Nuova Scienza sta comprovando la realtà di questa affermazione.
Se queste qualità sono presenti nei fenomeni naturali sembrano sparire nell’essere umano.
Questo perché l’essere umano ha la possibilità di osservarsi e quindi di giungere ad essere cosciente di sé. Ha la grande opportunità di diventare spontaneo come un fenomeno naturale in modo consapevole. Spontaneo come un bambino con la coscienza di un adulto.
Ma per farlo consapevolmente deve prima emanciparsi dalla Madre e individuarsi per poter poi ricongiungersi volontariamente e con coscienza.
Da creato egli si eleva per diventare creatore. All’inizio separandosi dall’Unità con un atto di volontà per poi, finalmente, riconciliarsi e cooperare consapevolmente con la Natura.
Egli ora è un creatore.
L’atto poetico è proprio questo: un Atto Creativo Divino. Un Atto Magico.
Un Poeta è un Mago.
Ed un Mago è un Poeta, perchè può esprimersi con il Linguaggio Segreto.
Un Linguaggio dimenticato. Ma presente ovunque.
Mi colpisce sempre scoprire come alcune parole abbiano perso il loro significato originario, e di quanto sia utile a volte ritrovarlo per magari ridefinire il senso che diamo a molte cose.
Soprattutto, ai fini di una vera ricerca interiore (e per quanto mi riguarda anche semplicemente come base minima per parlare di intelligenza), andare a cercare il significato profondo delle parole ci permette di svelare i pregiudizi che abbiamo e di conquistare un piccolo gradino verso la conoscenza.
L’esempio che porto oggi è il termine inglese “Wizard” che, tradotto oggi come “mago” o “stregone”, è un termine talmente pre-giudicato nel tempo che attualmente viene usato per indicare nel migliore dei casi un illusionista da spettacolo e nel peggiore un truffatore.
Ma il suo vero significato è tutt’altro.
Il termine Wizard, nell’inglese medio (XV secolo), significava “Filosofo” o “Saggio”, collegato al termine “Wise”: Saggio.
Ma andando ancora indietro arriviamo alla radice indoeuropea “Wid” che significa: Conoscere.
Da “Wid” derivano svariati termini: il sanscrito Veda (le sacre scritture indiane) e i termini inglesi “Vision”, “Witness” e “Wisdom”, rispettivamente “Visione”, “Testimone” e “Saggezza”.
Ecco che ora, di riflesso, al termine Magia possiamo restituire il significato
originario, di certo più nobile ed elevato di quello a cui siamo abituati.
Qualcosa che non ha nulla a che vedere con superstizioni e ignoranza, ma piuttosto un termine generico per indicare la via (o le vie) verso la saggezza.
Capite che solo rivedere questo termine può aprirci un intero mondo da scoprire, studiare e approfondire.
E chissà quanti e quali altri termini possono diventare “stargate”, portali verso nuovi mondi.
Non dobbiamo aspettare la tecnologia del futuro per avere accesso alla possibilità di varcare i limiti spazio-temporali e accedere ad universi paralleli.
A volte può bastare il buon vecchio dizionario etimologico!



