Articoli marcati con tag ‘ricerca della verità’

L’oro non si trova sopra o sotto la terra, o in qualche luogo particolare o speciale.

L’oro è NELLA materia. Più precisamente nel CUORE della materia.

Il significato delle cose, il significato degli enti esistenti in natura non è nella nostra mente ordinaria, né nelle conoscenze acquisite o nei ragionamenti intellettuali.

Il significato delle cose si trova NEGLI enti. La Sapienza di una cosa è NELLA cosa.

Ecco perché la ricerca interiore è un processo alchemico.

Essa riguarda sicuramente l’elevazione del proprio grado coscienziale, ma questa elevazione è penetrazione di ciò che definiamo “basso” perché questo si trasformi.

O meglio, perché l’aspetto interiore diventi manifesto.

Pochi si rendono conto di quanto sia importante il lavoro corporeo (e comunque pratico) per raggiungere la Sapienza, quella Sophia tanto amata dai filosofi (quelli veri).

Prima di tutto occorre un lavoro su di sé che permetta di penetrare all’interno di noi stessi, partendo dal corpo per andare sempre più a fondo fino a svelare (manifestare) l’essenza di ciò che siamo.

“Uomo conosci te stesso”

A questo punto il segreto è svelato.

Ora possiamo “guardare” alle cose del mondo con la Visone Interiore che permette di penetrare la Realtà e, finalmente, vedere la Verità celata in essa.

La ricerca interiore è un processo alchemico che, sintetizzato al massimo, consiste nel penetrare la realtà con il fuoco della concentrazione, fino a quando, ad una certa temperatura, la fusione e lo scioglimento aprono la via alla manifestazione del significato.

La Volontà scalda il ghiaccio dove Sophia è intrappolata finché, nell’Amore,  Essa si manifesta.

E i due diventano Uno.

Chi si avventura nella ricerca di qualcosa di più della sola realtà materiale, anche solo dal punto di vista intellettuale capisce che un aspetto importante è il non-attaccamento.

Capisce che è necessario distaccarsi dai legami con oggetti o persone e riuscire ad amare ciò che è più profondo, interiore, se non addirittura spirituale.

Se continua nella sua ricerca, con il giusto impegno e la giusta costanza, forse, inizia davvero a farlo.

Ed è  a quel punto che si trova davanti una nuova prova, un nuovo agguato.

Se riesce ad “innamorarsi” di ciò che sta (o potrebbe stare) “oltre”,comincia a disprezzare ciò che invece si tocca e si possiede.

E magari ne è orgoglioso.

Eppure, qui si cela l’inganno.

O almeno questa è la mia idea, anzi la mia esperienza interiore e so che potrà far storcere il naso a molti “ricercatori spirituali”.

E’ certo che l’attaccamento alle cose ed alle persone non è amore.

Ma, a mio parere, è altrettanto certo che amare le cose di questo mondo, le persone che ci circondano, questa terra e la sempre mutevole manifestazione richiede ancora più coraggio.

Si consiglia giustamente di non attaccarsi ad esse perchè sono impermanenti. Sono destinate a cambiare e a perire.

Invece le cose “elevate” alle quali crediamo sono imperiture.

Ecco il punto. Amare qualcosa che possiamo rischiare di perdere è eroico.

E’ eroico amare una donna o un amico sapendo che potrebbero cambiare o, ancora peggio, ammalarsi o morire.

E’ eroico amare un figlio che rischia di ammalarsi, o, nel migliore dei casi, di fare la sua vita e non quella che noi vorremmo per lui.

E’ eroico perfino amare un’auto o un bene materiale sapendo che potrebbe guastarsi o esserci rubato.

E’ eroico cercare di diventare ricchi sapendo che così rischieremo di essere derubati e, soprattutto, che una volta lasciato questo corpo non potremmo portarci via niente.

In fondo, forse, quando ce ne andremo ci porteremo via solo la nostra capacità di amare.

E se avremo amato persino ciò che è destinato a finire, allora sapremo un pò di più cos’è l’Amore incondizionato, quello che non chiede niente in cambio.

Paradossale. Riconoscere il Sacro in ciò che si mostra come profano ci conduce a vedere il Sacro ovunque.

La condizione mortale come “prova”. La “caduta” come possibilità di sperimentare ciò che neanche gli “dei” possono.

Affrontare la caducità delle cose con lo stesso Amore per le cose eterne.

L’Uomo fra Cielo e Terra.

Che può trascendere entrambi.

Se rimani fermo senza volerlo superare, il LIMITE sarà lì a perseguitarti.

Se lo superi ci sarà subito un altro LIMITE ad aspettarti.

E così all’infinito…

…cosa c’è dentro il LIMITE, NON DOPO O PRIMA, MA DENTRO, NEL LIMITE?

UN VARCO.

Si vibra costantemente…in alto e in basso….

….in meglio ed in peggio…

…..superando il VARCO o evitando di superarlo…

……cercando il VARCO o fuggendolo…

….sempre oltre o prima di esso…

…sempre interpretandolo in infiniti diversi modi…

…o imitandolo…

Non si può afferrare o descrivere…

….non si può ricevere né dare…

….non si può respingere né attrarre….

Lo si può solo essere.

ESSERE IL VARCO.

Per esserlo devi non essere…ma se non sei non puoi esserlo.

Per sceglierlo non devi scegliere…ma se non scegli non puoi sceglierlo.

E’ SEMPRE UN CONTINUO GIRARE NEL CERCHIO, ALL’INFINITO…

..MA PER ESSERCI UN CERCHIO, DEVE ESSERCI ANCHE UN CENTRO…

….INTORNO A COSA STO GIRANDO?

Interiorizzazione.

Silenzio.

Ascolto.

Un giorno per fuggire dal rumore e sentire il suono del mio cuore.

“If I don’t wanna know  what’s written inside me,  how could I see anything,  how could I be anything ?”

Armonia…

Se c’è un “Dio che è morto”, per l’uomo, il suo nome è armonia, piacere, gentilezza, empatia.

Educarsi all’armonia in se stessi prima e con gli altri poi, può significare produrre un cambiamento.

Perché armonia è cambiamento, fluire, bilanciamento imponderabile ma sperimentabile.

Questa, secondo me, è l’unica “fede” che abbiamo perso (a dispetto di ciò che dicono i capi religiosi vari).

Quella che vediamo inconsapevole in natura e negli animali è, in potenza, conquista consapevole per gli esseri umani.

E ne basta poca (un piccolo seme di sesamo come recita uno scritto sacro), per muovere montagne.

L’illusione che per smuovere anche solo un posto di lavoro occorrano strategie, obiettivi, piani d’azioni sempre più innovativi ed efficaci, oppure soltanto …culo, ci tiene avvinti al perpetuarsi di oscillazioni fra la disarmonia, l’inseguimento infinito, e la “nostalgia” di un passato ancestrale, un paradiso terrestre incontaminato.

Eppure una via esiste.

Talmente semplice e delicata da essere oscurata dagli abbaglianti fuochi d’artificio della complicata società moderna.

Tutti. Ripeto tutti, e in tutto il loro organismo psicofisico, inseguono l’armonia.

Si arriva perfino alle peggiori atrocità per cercare la pace (per poi, se va bene, scoprire che si è cercato nel posto sbagliato).

Ma pochi se ne accorgono, pochissimi cercano l’essenziale.

Eppure l’essenziale ha un potere trasformativo che supera la più fervida immaginazione umana.

E, per fortuna, Armonia non è morta (e quindi neanche Dio).

Solo l’essere umano attuale, per ora, è a rischio…

Sono sulla spiaggia, rivolto verso il mare, e guardo la linea dell’orizzonte.

Faccio dieci passi in avanti. La linea dell’orizzonte non è più vicina di prima.

Torno al punto di partenza e faccio dieci passi indietro.

La linea dell’orizzonte non è più lontana di prima.

Non posso raggiungerla e non posso allontanarmene…

A MENO CHE…

Sono libero quando internamente mi sento come lo spazio:

immoto, aperto, vuoto e silenzioso.

E quando mi muovo con le qualità del vento che muove le foglie degli alberi:

le fa vibrare e cantare rimanendo invisibile e per mezzo di esse esprime e afferma la sua presenza.

E quando tutto questo lo vivo senza necessità di spiegazioni, senza scopo.


Fuori il mondo scorre, scorrono i pensieri e le sensazioni….

…colori, suoni, foglie al vento, nuvole in cielo….

Dentro il silenzio da tutto attraversato….vuoto, trasparente e immoto.

Il mio cuore gioisce.

La libertà è un’esperienza interiore, senza attributi, senza dubbi né certezze, solo piacere..

Cercare ciò che sta Oltre.

Muoversi, pensare a partire dall’Oltre.

Le foglie sono mosse dal vento.

Un percorso interiore, una Via, è ciò che ci trasforma da foglie a vento:

prima siamo mossi da qualcosa che non si vede.

Dopo siamo noi a muovere le cose senza essere visti.

Un gran film, da vedere assolutamente (se non lo avete già fatto).

In questa scena è racchiuso, a mio parere, il “cuore” del film, il senso profondo di quello che, a tutti gli effetti,

può considerarsi l’insegnamento che un insospettato maestro può dare al suo ignaro discepolo.

Direi che, per chi ha “orecchie per ascoltare”, può essere un monito da accogliere e uno stimolo…per decidere di liberarsi dall’unica cosa che possiamo perdere, che ci può essere “presa”.

Cosa? Guardate il filmato……

La scienza ha compiuto scoperte eccezionali, si è addentrata fin dentro la materia e gli atomi che la compongono, ha permesso la creazione di strumenti tecnologici impensabili secoli fa.

Le religioni hanno educato generazioni intere di uomini e donne, fornendo speranza e conforto, garanzia di poter conquistare un aldilà oltre questo mondo colmo di sofferenza.

La politica ha fornito ideali in cui credere per aspettarsi una società più civile ed evoluta.

Rivoluzioni scientifiche, religiose e politiche hanno trasformato il mondo in luoghi e tempi diversi, ogni volta apportando una ventata di freschezza, speranza e anelito al nuovo.

Eppure l’essere umano si ritrova con gli stessi problemi fondamentali di sempre, con l’aggravante di un mondo in pericolo, dove tutto è in comunicazione istantanea, pieno di guerre, crisi economiche e psicologiche, paura, cinismo e superficialità.

Non tutti soccombono a questa situazioni senza speranza.

Alcuni si aspettano la nuova scoperta scientifica o la nuova invenzione tecnologica che risolverà i problemi del mondo, altri un nuovo “messia” che miracolosamente scaccerà il male e il dolore dal mondo, altri il politico o il partito che risolleverà le nazioni dalla crisi economica e morale.

Una nuova rivoluzione, l’ennesima.

Eppure pochi, pochissimi si rendono conto che la scienza, la religione, la politica, nascono dalle menti di uomini e donne.

E che se tali menti sono condizionate, impaurite, schiave di quella che Einstein definiva l’illusione ottica dell’essere separati dagli altri esseri umani, nessuna vera rivoluzione sarà possibile.

E anche se ci fossero pochi individui (come a volte ci sono stati nella storia) desti e consapevoli, oltre a dover affrontare le difficoltà nel loro campo di intervento, si troverebbero a dover “imporre dall’alto” un cambiamento, incontrando certamente solo approvazioni o proteste meccaniche perché generate da menti ancora assopite che reagiscono per risposta automatica.

Eppure, dall’alba dell’essere umano, e successivamente in tempi e luoghi diversi del mondo, pochissimi uomini e donne, saggi, poeti, ricercatori, guerrieri, celebri o sconosciuti, hanno cercato e trovato un’alternativa possibile ed efficace, e incredibilmente attuale.

Tra le pieghe della storia, tra le righe di alcuni testi scritti, e tra le pause di insegnamenti orali, oltre le differenze apparenti nella superficie degli stessi, è possibile sentire un monito, un consiglio e una speranza allo stesso tempo, l’espressione silenziosa di un principio senza tempo:

“Ogni sofferenza, ogni problema, ogni male derivano da una sola cosa : l’ignoranza.

Ignoranza della propria vera natura. Ignoranza del fatto che siamo noi stessi ad avere le chiavi della prigione in cui crediamo di essere. Ignoranza delle nostre reali potenzialità. Ignoranza che causa paura, senso di solitudine. Ignoranza che non può essere superata in modo quantitativo, accumulando più nozioni, tantomeno più beni materiali.

Liberate la mente. Svegliatevi!

L’unica vera rivoluzione possibile è una rivoluzione interiore.”


Devo dire che, prima di arrivare a scoprire l’esistenza di questo antico insegnamento, ho avuto la fortuna di intuirne l’esistenza, almeno in minima parte.

Allora non l’avrei chiamata fortuna, anzi.

In generale sono stato sempre una persona irrequieta, in cerca di nuove possibilità e spazi da percorrere.

Verso la fine del periodo adolescenziale, però, mi sono reso conto che ciò che ostacolava la mia creatività, la mia voglia di libera espressione e, in ultima analisi, lo sviluppo di un mondo più luminoso, non era un nemico visibile, direttamente percepibile come potrebbe essere un politico, ma qualcosa di immateriale: la mentalità della gente. Una mentalità gretta, condizionata, limitata da convinzioni moralistiche e spesso senza un senso.

Questo mi causava dolore, ma anche senso di impotenza.

Avevo come ostacolo alla mia libertà un “mostro” invisibile, immensamente più grande di me.

Questo fu il primo passo.

Il secondo fu molto più doloroso ma dette una svolta completa alla situazione:

la scoperta che quel nemico invisibile, la “mentalità” era più a portata di mano di quanto mai potessi pensare: era dentro di me.

Osservandomi arrivai a scoprire come nella mia mente erano presenti tutti i condizionamenti che percepivo all’esterno.

Questa, come già detto, fu una scoperta dolorosa perché percepire in sé ciò che più odi non genera sicuramente gioia e felicità.

Però, superato lo stordimento dell’impatto con questa cruda realtà, è arrivata l’intuizione che capovolse la situazione: se il “nemico” è nella mia mente..se la mia mente è tenuta prigioniera da se stessa, allora posso vedere il mio nemico, guardarlo in faccia e, dato che più vicino di così non può essere, posso anche combatterlo e sconfiggerlo.

Poi la cosa diventerà più complessa e piena di sfaccettature.

Il “nemico” cesserà di essere così orribile e cosi “nemico”.

Imparerò modi più efficaci e positivi di rapportarmi ad esso.

Questo non importa.

Capire che la mia felicità dipendeva da me, che il vero ed unico possibile cambiamento per quanto riguarda me stesso e persino il mondo era interiore, ha segnato una svolta decisiva nella mia vita. Tanto da poterla dividere in prima e dopo quel momento.

Da li è iniziata, consapevolmente, quella che può essere definita, tradizionalmente, Ricerca.

Dal mio punto di vista la più nobile delle occupazioni per un essere senziente: la Ricerca della Verità.

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